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venerdì 21 agosto 2015

Se non ti lecchi le dita...

croccanti, deliziose, semplici e buone.

 Giuste da sgranocchiare come aperitivo, mai banali in una cena o un pranzetto sfizioso. Puoi mangiarle con le mani, intingerle nelle salse più diverse, poi leccarti le dita per gustare quell'ultimo saporino che ti rimane e prepararti ad afferrarne un'altra. a volte puoi trovarle al ristorante servite in un cartoccio, aromatizzate in mille modi differenti. Uno chef di grande fama e anche abbastanza bello ha messo la sua faccia con una di loro servita come se fosse una tartelletta rivisitata in versione gourmand. conviene comprarle già impacchettate ma... la versione casalinga risulta a dir poco sensazionale.

volete provare?....

ecco che le chips croccanti di patate sono servite.


tagliate le patate con una mandolina per averle tutte della stessa dimensione, si può fare questa operazione anche a mano, ma occorre tagliare le patate in modo molto sottile. Si possono mantenere le patate con la buccia, ma per far questo è importante lavarle accuratamente con il bicarbonato e acqua. a questo punto mettete a bagno in acqua per almeno un'ora le patate già affettate. Ho visto diverse ricette online e molti lasciano a mollo per anche due ore..io in mezz'ora ho ottenuto un risultato fantastico. passato il tempo asciugate per bene, potete aiutarvi con una centrifuga, l'importante è che le patate rimangano asciuttissime. friggete in olio profondoe condite alla fine come più vi piace (sale, paprika etc...).

o t t i m e....



buon appetito,
alla prossima, Vale

 

mercoledì 28 gennaio 2015

Tutto l'anice stellato che è in me

momento di ricongiungimento con me stessa.

Fondamentale in questi giorni così particolari della mia vita e assolutamente utile adesso che c'è lo spezzatino di pollo sul fuoco,  devo assolutamente (!) rimanere sveglia per non farlo bruciare..ed è difficile farlo se hai girato per tutto il giorno come una trottola cercando di adempiere a degli impegni, mentre continuavi a porti domande sulla tua esistenza. Si perchè il difficile non è soltanto far quadrare un cerchio rotondo con base di un triangolo isoscele, ma anche lottare contro i momenti di smarrimento tipici di ogni essere umano nei momenti diversi e nei posti più disparati della terra. E così, alla fine di una lunga e particolare giornata in cui si sono alternate ad accompagnamenti musicali interessanti le voci incessanti della mia  mente e il profumo di una polenta con rape e salsiccia, ecco che mi ricongiungo pensando a momenti di serenità emotiva e culinaria. e mi torna in mente il brodetto di pesce.....e te pareva(?!) ....ormai ho capito di avere una passione nei confronti di questo alimento che bAipassavo completamente quando ero piccolina e ancora non conoscevo le durezze di questo mondo. mi intenerisce pensare che i miei genitori mi legavano alla sedia per farmelo mangiare e io ora parlo solo di pesce...come si cambia, ragazzi. 
mi ricongiungo dunque, alla ricetta di qualche giorno fa. Un brodetto di pesce ovviamente non tradizionale e inevitabilmente alternativo con un guizzo di genio che ho letteralmente rubacchiato da un coltello da chef assai celebre: l'anice stellato. certo. Lui. quella dolce stellina che vi capita nel vin broulè nei giorni di freddo estremo e che dopo il famoso suggerimento non potevo non tentare anche io di accostare. 

Signori e signore, il brodetto di pesce stellato è servito.


Preparate un brodo di pesce : fate bollire l'acqua e versate dentro le teste dei pesci. Dopo qualche minuto versate dentro l'ANICE STELLATO (un paio di stelline) una carota una cipolla sedano un pomodorino. Fate bollire un'oretta.

A parte preparate un sughetto semplice che potete insaporire con peperoncino, origano e un'alicetta.

in un tegame basso mettete quindi i pesci. Ho scelto cozze (lavatele bene e fatele aprire in una padella coperta, aggiungete solo alla fine) pannocchie (anche loro alla fine perchè sennò si induriscono troppo) e gallinelle di mare. Aggiungete il sugo di pomodoro e bagnate gradualmente con il brodo filtrato fino a cottura. Servite con pane caldo e abbrustolito..........
momenti di estremo ricongiungimento...

un bacio a ognuno.
alla prossima

Vale

sabato 5 ottobre 2013

Gusci di frolla con cuore morbido

Che cos'è l'amicizia?
L'amicizia è un sentimento limpido, di fiducia estrema, di scambievolezza e di dedizione. Amico, come dice Reisman, è colui che sente di poter far del bene ad un altro che ritiene possa ricambiare in qualche modo i suoi sentimenti. L'amico non è mai scortese, non ti invidia, gioisce con te dei tuoi successi, si rattrista se stai male. L'amicizia è in fondo una forma d'amore e Amare è voler rendere felici un altro. 
Spesso confondiamo l'amicizia con l'innamoramento. Innamorarsi è vivere una passione e una sofferenza insieme in un tutto continuo che ti sconvolge. E' aria che ti manca, è terra che frana da sotto i piedi. Nell'amicizia non cercheresti mai passioni dirompenti che ti lacerano interiormente. L'amicizia può essere lunga o cortissima, può essere pensata in divenire, può essere esponenzialmente sempre più grande e inoltre non potrebbe esistere, se non ricambiata dall'altro. Se sei innamorato, ami e non conosci mezze misure. L'innamoramento conosce il tutto o il niente, conosce unicamente la misura dell'amore. L'innamoramento è stupido, virulento, eroico e miserabile insieme; l'innamoramento, anche se non corrisposto, potrebbe durare in eterno.


Mi è capitato quest'estate di ritrovare due vecchie amiche di scuola. E' stata un'esperienza davvero  particolare. Le ho ritrovate dopo 16 anni e ricordo ancora adesso la strana sensazione che provavo mentre mi dirigevo verso il luogo dell'appuntamento. Le avrei viste diverse, cresciute, con i profili del volto ormai cambiati e ingentiliti dagli anni.
"Ritrovare" è la parola giusta che descrive perfettamente il nostro incontro. Le ho ritrovate con le stesse caratteristiche di una volta, allegre, chiacchierone (ma con molte storie in più da raccontare), amanti della vita e incredibilmente ancora in sintonia con me sulla visione della vita in generale. Il ricordo degli anni passati ci ha riunite sullo stesso filo e quella sera le ore sono durate molto meno del solito.
Amico è quindi anche chi ti riaccoglie dopo tanto tempo passato?

La cena del trio è nata così, per suggellare un patto di un'amicizia ritrovata e rinata. Per raccontarsi,assistersi e soprattutto ascoltarsi. Potevo non pensare ad una torta per questo evento?
Cosa c'è infatti di meglio, se non del buon cibo, per corredare il senso di un'amicizia.?



ecco a voi, dopo questo lungo preambolo, la torta per la cena del trio, che altro non è un sapiente guscio di frolla che nasconde la crema pasticcera.  Una metafora ideale per descrivere i rapporti umani e anche l'amicizia. Siamo gusci (corpi) con un'anima (la crema) e solo insieme possiamo essere gustati. Vivere la vita solo con una delle due parti, renderà il tutto davvero molto poco gradevole.


Per cui, ecco come si prepara la torta per la cena del trio!

torta 18 cm diametro

per la frolla 
200g farina
2 tuorli
100 g di burro
100 g. di zucchero semolato

Per la frolla, ho usato il robot multifunzione. Ho montato i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto quindi il burro, la farina . Ho amalgamato e compattato il composto con le mani e ho lasciato freddare in frigo per mezz'ora.

per la crema
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
1/2 litro di latte
scorza di limone

Ho montato i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto quindi la farina. Nel frattempo, ho portato a ebollizione il latte aromatizzato con la scorza di limone, ho quindi spento quando ha raggiunto il punto massimo di bollitura. Ho versato il composto di uova nel latte e ho mescolato con una frusta per qualche minuto. La crema così pronta in pochi minuti va versata in un contenitore dai bordi bassi, coperta con pellicola a contatto e posta in frigorifero o freezer a raffreddare.

Ho imburrato e infarinato quindi una tortiera, ho diviso la pasta frolla in due parti e  ho steso bene, foderato lo stampo, riempito con la crema e coperto il tutto con l'altro disco di pasta. Ho spennellato la superficie con l'acqua e ricoperto con mandorle tritate.
Ho infornato a 180° fino a doratura (almeno 45 50 minuti), da controllare comunque a seconda del forno.

Ho lasciato raffreddare completamente, ho spolverato con zucchero a velo e portato alle mie amiche! :)

Buon appetito e buon amicizia a tutti!
Valeria

lunedì 19 agosto 2013

Le zucchine tagliate a nastro are very cool

Non so se a voi capita mai, ma io ogni volta che mi siedo a mangiare una pizza  sono afflitta da una strana problematica ancestrale: "quale pizza scelgo?" E così scorro con gli occhi il menù tipo una quindicina di volte e alla fine scelgo quasi sempre la margherita o al massimo l'ortolana, rischiando di diventare di uno scontato quasi micidiale, ma portando a casa oltre alla pancia piena anche la consapevolezza  che non sarò delusa. Invece quando mi butto a capofitto nella scelta di un gusto nuovo, mi assale un senso di colpa indescrivibile perchè dentro di me SO di aver tradito le mie scelte tradizionali e sicure. Poi ci sono le volte che invece, cambiare il solito trantran pizzario può portarti alla novità e alla scoperta di identità culinarie nuove ed inaspettate. Talmente buone ed interessanti da trasferire il condimento della pizza in un'insalata di farro e riso, rendendola parte attiva ed integrante tra i "must" dei miei piatti estivi. Nel gusto originario c'erano le zucchine cotte al vapore, ma ho optato per tagliarle a nastri e ripassarle in padella semplicemente con un filo d'olio. Per farlo, munitevi di un pelapatate e usatelo come una mandolina, dopodichè il gioco sarà presto fatto!

insalata di farro e riso
Per due 
150g. di cereali (tra farro e riso)
due zucchine grandi
circa 100 g di mozzarella affumicata
olive nere q.b.
pomodorini pachino q.b.

Lessate farro e riso insieme per 15 minuti. Scolate e sgranate con una forchetta. Unite ai cereali le zucchine precedentemente lavate e tagliate a nastri servendosi di un pelapatate e cotte in padella con un filo d'olio, le olive nere, i pomodorini pachino tagliati in quattro e infine la mozzarella appassita tagliata a cubetti.
Condire con un filo d'olio e per un mix di gusto in più menta e basilico spezzettati con le mani contribuiranno ad esaltare il gusto.
Non rimane che mangiare voracemente!
Buon appetito
alla prossima

sabato 10 agosto 2013

Se non usi il basmati godi solo a metà!

L'ispirazione di questo piatto nasce dall'imitazione di una ricetta filippina, l'ADOBO, un piatto a base di riso thai e pollo cotto nella salsa di soia. Giò, mio nipote, lo adora e quando l'estate viene a trovarci qui a Pescara, chiede sempre alla nonna di prepararlo per gustarlo al mare condito da una bella dose di sabbia (avete mai mangiato al mare con il vento?!) e sole insieme a tutti noi. Nasce come imitazione dicevo, ma risulta nel gusto e nella preparazione completamente diverso. Il riso infatti è quello basmati e il pollo....beh! è dedicato ad un pubblico 'adulto' perchè piccantino al punto giusto e cotto nella birra.Una ricetta dai richiami vagamente indiani, data la presenza di curcuma, peperoncino, paprika dolce ma con un tocco rock per la presenza della birra, che fa assumere al pollo una consistenza piacevolmente soda e morbida e un retrogusto amarognolo gustosissimo. Mettete poi che per prepararlo non occorreranno più di 45 minuti e che può essere adatto a un pranzo o cena informale con una  comitiva di amici predisposti all'assaggio e conquisterà voi e chi si siederà alla vostra tavola.
riso basmati con pollo alle spezie


Per tre persone che mangiano molto, due che mangiano moltissimo, quattro che mangiano poco.

Per il pollo occorrono:
5 sovracosce di pollo 
curcuma
paprikadolce
peperoncino
origano
pepe
sale
Birra a temperatura ambiente

Pulite le sovracosce, privandole della pelle e del grasso in eccesso, lavatele e asciugatele. In una padella larga, versate olio di oliva e preparate il fondo di cottura con peperoncino fresco tagliato a rondelle.  Non appena l'olio sarà caldo, rosolate il pollo ridotto a bocconcini da ambo i lati. Quindi, condite il pollo con il sale grosso, il pepe, l'origano e le spezie (siate generosi). Sfumate quindi con la birra, ce ne vorrà abbastanza da coprire il pollo per metà. Coprite e lasciate cuocere ed insaporire per 20 minuti circa. Scoprite quindi e alzate la fiamma, fate rosolare bene e lasciate asciugare il fondo di cottura, facendo attenzione però a non farlo asciugare mai, rimboccando quindi la birra di tanto in tanto e lasciando asciugare. Alla fine rimarrà una salsina e saranno passati altri venti minuti. 

per il riso basmati:
3 tazzine da caffè di riso
4 tazzine di acqua
sale
in una pentola mettete tutto insieme riso e acqua, cuocete a fuoco basso mescolando continuamente con una forchetta. in circa 12 / 13 minuti l'acqua sarà assorbita e il riso è pronto.


Su un piatto da portata disponete il pollo intorno e al centro il riso irrorando con la salsa alla birra e spezie.
Piatto non adatto ai deboli di cuore :) :) :) predisporre lo stomaco e il palato al gusto superlativo e gustare voracemente accompagnando con un bicchiere di vino bianco fresco e profumato come  pecorino o passerina!
Alla prossima
Buon appetito

venerdì 5 luglio 2013

un dos tres....flambè!

Quando mi chiedono il motivo che mi ha avvicinato alla cucina, non ho difficoltà nel dire che ho seguito un'emozione. Ho scelto di affondare le mani nella farina, di creare un'insalata diversa e di provare accoppiamenti strani. Ho scelto di stendere la sfoglia per la pasta e di produrre per una festa una quantità illimitata di portate di pesce...ho scelto di amare cucinando o di cucinare amando...ho scelto un'emozione: quella che vedo negli occhi di chi mi ascolta cucinare nel tramestìo di pentole e coperchi, di piatti e bicchieri che tintinnano e nei sorrisi di chi assaggia un piatto e lo trova splendidamente buono.

scampi flambè

Quella stessa emozione l'ho provata ieri alla mia prima "flambata"...un goccio di cognac sugli scampi, inclino il wok sul fornello e via! una vampa vorticosa, rossa, vigorosa ha preso piede nella pentola e si è librata accordandosi al rosso della mia cucina...era la mia emozione che bruciava insieme agli scampi e lì, in quell'odore nuovo che si spargeva, ho capito che il sugo per la pasta sarebbe stato davvero giusto.
Forse qualcuno di voi, penserà che io sia pazza...ma non è così....e chi ama questo mondo sicuramente mi capirà.










Dalla flambata di ieri sono venute fuori le mezzemaniche  al sugo di scampi flambè che si preparano così!
mezzemaniche al sugo di scampi flambè
200 g. di mezzemaniche rigate
1 bottiglia di pomodoro da 750 ml rigorosamente made in abruzzo
400 g. di scampi piccoli
1 pezzo di cipolla
cognac mezzo bicchiere
prezzemolo
basilico 3 foglie
una punta di peperoncino piccante
in un wok fate saltare con un filo d'olio e un pezzo di cipolla tritata gli scampi ancora con il carapace, scegliendo tra quelli comprati solo quelli che hanno tutte e due le chele attaccate (fissazione personale,.....). Sfumate con un pò di cognac e procedete col flambè (ho ripetuto l'operazione due volte). Unite quindi quelli sgusciati e proseguite per pochissimo la cottura. Dopo massimo 5 minuti, versate la salsa di pomodoro salate, aggiungete il basilico intero e il pezzetto di peperoncino; quindi, sciacquate con poca acqua la bottiglia e versate il tutto in pentola in modo tale che il sugo non tiri troppo. L'accorgimento è di lasciarlo sempre poco rappreso ma non troppo liquido, per farsi che la pasta si condisca nel modo giusto. Fate cuocere il tutto per non più di un quarto d'ora, quindi scolate la pasta al dente e saltate in padella, completando con il prezzemolo tritato nella quantità che preferite.Servite dunque caldissimo!

Buon appetito!
Alla prossima

domenica 16 giugno 2013

un cocktail in un risotto?! sì, si può!

La mia voglia di estate è arrivata alle stelle....sotto casa mia, si moltiplicano le automobili delle persone che decidono di andare al mare! e io, che sono a casa a studiare, posso solo guardare i loro volti beati che scrutano da lontano l'acqua che stanno per toccare con le mani e la sabbia che attraverserà in mille granelli le  suole delle loro infradito! "guarda il mare dalla finestra!" dice Paola, la mia migliore amica, che vive a Bologna, e che, per arrivare al mare ci mette un bel po' di tempo e di strada, immersa nel traffico! ma a me, guardare il mare dalla finestra non basta e allora..... penso a un cocktail estivo, fresco, ghiacciato, mi immagino sulla spiaggia con un pareo a sorseggiarlo mentre parlo con un'amica o leggo un libro e....via! lo metto in un risotto.....si l'ennesimo!amo troppo il riso!Faccio nascere così il mojito di scampi su un risotto e finalmente, anche io...ho la mia estate!


preparate una "bisque" con i carapaci degli scampi (ve ne occoreranno almeno tre etti). La bisque è una specie di fumetto di pesce, che però si fa tostando appunto i carapaci, sfumandoli con dell'alcool (marsala un bicchierino può andar bene) e bagnando il tutto con dell'acqua che lascerete insaporire e schiumerete via via delle proteine che si formeranno in superficie. nel frattempo marinate gli scampi puliti nel rhum con la menta (anche secca può andar bene) e la scorza di lime, poi lasciate insaporire bene. A parte preparate il risotto, con la solita cipolla (un pezzetto può andar bene)rosolata nell'olio, quindi tostate il riso, e sfumate a questo punto con il mojito.. fatto con una parte di succo di lime, due parti di rhum e la menta secca (non avevo la fresca)! continuate la cottura bagnando con la bisque di gamberi, fino ad arrivare alla solita crema (che conoscerete tutti ormai, vero?!?!). Ora impiattate. un paio di cucchiaiate di riso al centro di un piatto, adagiate sopra il crudo di scampi e spolverate con la scorza di lime.. a me non pareva vero, di sorseggiare un cocktail in un risotto....

nella foto noterete che c'è anche una seppia ripiena....messa tra il risotto e il crudo di scampi in un altro tipo di
impiattamento....era una prova di sapori, la condivido con voi - provate!

alla prossima ricetta!
buon appetito!