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giovedì 26 aprile 2018

Summeatfestival o quel che ne resta

Sorrisi di chi ama il proprio mestiere
Sole sulla pelle e nei volti delle persone incontrate
Le mani, laboriose degli chef
Il talento di chi trasforma il cibo in meraviglia
Il gelato, ma non il solito gusto alla crema
La passione di chi non vende ma crede
Il sapore di qualcosa che ti invade le papille per ore
Il nettare di un vino che ancora non conoscevi

Summeat  ha scritto una pagina importante delle mie esperienze culinarie e unica nel mio cuore di blogger abruzzese. Si, perché non è stato soltanto un festival per proporre il patrimonio gastronomico, ma il punto di ritrovo per condividere e conoscere quello che questa regione può dare in materia di cibo, convivialità e turismo. Una vera e propria connessione, ma non di quelle wireless/senza fili. Una connessione fatta di conoscenze, racconti e strette di mano. Di prodotti assaggiati nati dalla passione di chi nel cibo VERO crede con tutte le sue forze. Di occhi che brillano quando parlano di come si fa la mortadella di Campotosto e delle parole impetuosamente passionali di chi ti descrive come si mettono i grappoli d'uva in una cassetta. E di chef coraggiosi e preparati che si lanciano in esperienze conviviali nuove.  

L'Aurum ha accolto per quattro giorni tutto questo in un tripudio di emozioni, sensazioni, musica e abbinamenti cibari inesplorati. 



Ho assistito in particolare ai due Live Show di Pasticceria di Lorenzo Puca (campione italiano di Pasticceria) che con la sua eleganza, organizzazione e lucidità creativa, ha proposto una "Torta al cioccolato"dove ha mixato croccantezza e morbidità, declinando il cioccolato in una misura totalmente nuova e una "Monoporzione alla frutta", che ha incantato con la sapiente unione di crema esotica e composta d'ananas.


Ho avuto l'immenso piacere di poter degustare anche "L'oro d'Abruzzo...protagonista del piatto", ideato dal Ristorante Connubio (http://www.ristoranteconnubio.it/ )e Bar Gelateria Duomo (http://www.gelaterieduomo.it/), che ha celebrato l'inaspettato incontro fortunato tra il gelato allo zafferano e il coniglio. Personalmente mi è sembrata un'accoppiata vincente soprattutto perché il gelato non era molto dolce, ma attentamente calibrato e reggeva molto bene il gusto del coniglio, che aveva uno sprint in più dato dalla pancetta croccante.


Non ho potuto fare a meno di assaggiare il piatto dello Chef Marcello Spadone (https://www.labandiera.it/) "Superspaghettino, capperi, porro e peperoncino" in collaborazione con Verrigni- antico Pastificio Rosetano dal 1898. Un piatto che definirei Italiano, nella sua essenza. Lo spaghetto, principe della tavola italiana, ma in un formato particolare, quello del pastificio Verrigni (http://verrigni.com/), pronto in un minuto e mezzo; il cappero, unico nella sua sapidità, assolutamente rock, presentato in versione fritta all'interno del piatto; il porro, fil rouge della ricetta, con la sua dolcezza ha ammorbidito il sapore finale di una esperienza di sapore assolutamente da replicare.


 E infine, è stato meraviglioso poter partecipare a "Il gelato al centro". Un percorso di gusto e di sensi dove il protagonista è stato un sorbetto creato da Ida Di Biaggio (https://gelaterianovecento.com/), della gelateria "Novecento" di Pescara, aromatizzato con le spezie utilizzate per condire la porchetta (santoreggia, pepe, rosmarino). Da questa idea di base, sono stati proposti due cocktail, uno come entreè e l'altro da fine-pasto (a metà tra un dessert e un ammazzacaffè) servito in un delizioso sacchetto di juta con all'interno erbe aromatiche, dal Barman Francesco Silvestri de La Nuova Lavanderia di Pescara (http://2night.it/la-nuova-lavanderia-pescara.html) e Anthony Ventrella del Bar Roma di Vasto.























                                                                                                                                                     Incastonati tra l'uno e l'altro cocktail, un piatto, ideato dallo chef Matteo Crisanti e Loris Molina della Trattoria Zi' Albina (https://www.trattoriazialbina.com/), nel quale la porchetta diventa "porchetta di mare" e il sorbetto incontra quindi una crema di carciofi e Pescatrice, mentre il classico biscotto del gelato diventa una cialda croccante dal sapore ineguagliabile e, un altro piatto, presentato da Angelo Sarchione del ristorante Dalla padella alla Brace, dove la pancia di maiale si accorda al sorbetto, alla spuma di mandorla e al radicchio fermentato, in una nuova esperienza di gusto. 







Ho avuto modo, inoltre, di conoscere alcuni produttori locali, di cui ho potuto assaggiare i prodotti.



In particolare, l'azienda Terzini http://www.cantinaterzini.it/home/ proponeva assaggi di  vini  a Denominazione Origine Protetta raccontati dal loro agente Galileo Pierfelice, che in modo professionale ed elegante ha saputo condurmi alla scoperta di quei nettari preziosi. Galileo mi ha proposto l'assaggio di tre vini: Montepulciano d'Abruzzo DOP, che ha vinto il premio Gran Medaglia D'oro, al 20° concorso Enologico Internazionale Vinitaly 2012, Cerasuolo d'Abruzzo DOP, Gold Medal al Pink Festival Cannes 2017 e Gran Menzione al Vinitaly 2014 e Abruzzo Pecorino  DOP, Five Stars Wine al The New Vinitaly International Wine Award, 2016/2017 ( I vini citati hanno preso altri mille premi!!!). E' stato fantastico poter avere a disposizione una persona che scendesse nei particolari della raccolta delle uve, della loro lavorazione, degli odori e dei sapori dei vini!

L'azienda Nonna Ina Campotosto, http://www.nonnaina.it/nonna_ina/,  mi ha invece incuriosito con la mortadella di Campotosto, un salume peculiare nel suo sapore e nella sua veracità abruzzese. Assaggiarlo è come ritrovarsi subito in un pascolo di montagna, adagiati sull'erba, cullati dai venti profumati di erbe brucate dagli armenti, mentre si osserva la placidità del lago di Campotosto. La lavorazione a mano ne garantisce l'unicità, e la produzione stagionale (da novembre a marzo)  racconta come esso nasca dalla commistione tra uomo e natura. 

Non posso non citare infine, la squisitezza della Signora Rossicone dell'azienda Ovi-caprina Rossicone di Scanno, con le sue splendide ricotte di capra; ringraziare la splendida signora Eliana Di Lullo, del pastificio di Lullo (http://www.pastificiodilullo.it/), a cui vorrò dedicare un articolo e una ricetta prossimamente sul blog, per ringraziarla dell'omaggio di pasta secca biologica che ha voluto  donarmi; e l'azienda agricola Pasta Battista di Castel di Ieri  (www.azagrbattista.it/prodotti-solina), per la fantastica pasta di Solina, a cui dedicherò un articolo tematico per soffermarmi sul prodotto e per proporre quale idea di ricetta, grazie anche all'omaggio che ho ricevuto.


Il mio racconto si ferma qui.
Summeat festival, questo è quel che ne resta!

alla prossima, Vale

venerdì 21 agosto 2015

Se non ti lecchi le dita...

croccanti, deliziose, semplici e buone.

 Giuste da sgranocchiare come aperitivo, mai banali in una cena o un pranzetto sfizioso. Puoi mangiarle con le mani, intingerle nelle salse più diverse, poi leccarti le dita per gustare quell'ultimo saporino che ti rimane e prepararti ad afferrarne un'altra. a volte puoi trovarle al ristorante servite in un cartoccio, aromatizzate in mille modi differenti. Uno chef di grande fama e anche abbastanza bello ha messo la sua faccia con una di loro servita come se fosse una tartelletta rivisitata in versione gourmand. conviene comprarle già impacchettate ma... la versione casalinga risulta a dir poco sensazionale.

volete provare?....

ecco che le chips croccanti di patate sono servite.


tagliate le patate con una mandolina per averle tutte della stessa dimensione, si può fare questa operazione anche a mano, ma occorre tagliare le patate in modo molto sottile. Si possono mantenere le patate con la buccia, ma per far questo è importante lavarle accuratamente con il bicarbonato e acqua. a questo punto mettete a bagno in acqua per almeno un'ora le patate già affettate. Ho visto diverse ricette online e molti lasciano a mollo per anche due ore..io in mezz'ora ho ottenuto un risultato fantastico. passato il tempo asciugate per bene, potete aiutarvi con una centrifuga, l'importante è che le patate rimangano asciuttissime. friggete in olio profondoe condite alla fine come più vi piace (sale, paprika etc...).

o t t i m e....



buon appetito,
alla prossima, Vale

 

domenica 24 maggio 2015

Ravioli felici

Mi piace assecondare le sue follie.
Assaporare una vita fatta di attimi, dolcezza e gesti inaspettati.


Come ieri, quando presa la macchina, abbiamo raggiunto le montagne, anche se il tempo forse non era dei migliori. Immersi nel verde spettacolare della nostra terra, musica nelle orecchie e occhi attaccati allo spettacolo circostante, mentre la pioggia inondava i vetri e i nostri cuori. E così, una meraviglia improvvisa si è spalancata davanti a noi, una distesa d'acqua, un lago, che nonostante sia il frutto della mano dell'uomo, sembra vivere da sempre in quei posti fuori dal tempo e dal mondo. E la mente, lì, viaggia lontano e raggiunge paradisi inaspettati. Circumnavigarlo richiede tempo e pazienza, ma nel farlo non puoi non notare ogni piccola insenatura fino ai pesci che saltano e si rituffano continuamente, testimoni di un brulicare di vita sommersa e viva. Campotosto e il suo lago affascinano come anche la natura e gli animali che pascolano realmente liberi nelle distese che fiancheggiano i costoni di montagna. E quando noti greggi di capre e pecore attaccate a un piccolo negozietto carico di odori di ricotta e formaggi e prosciutti di ogni tipo, non puoi che fermarti ed entrare anche tu nella magia dei prodotti della tua terra. E così che oggi, ho deciso di produrre in casa i ravioli con la ricotta di ieri, delle pecore felici che vivono nelle montagne della mio amato Abruzzo.



RIPIENO
per 500 g di ricotta di pecora occorre un tuorlo una manciata di prezzemolo parmigiano reggiano e un pizzico di sale. Basta solo mescolare con una forchetta ed amalgamare al meglio.

PASTA
 400 g di farina 4 uova e un filino d'olio. Ammassare sulla spianatoia e stendere a uno spessore nè troppo sottile nè troppo spesso. Posizionare quindi i mucchietti di ricotta e chiudere aiutandovi con una rondella o un coppapasta.


SUGO
ho scelto di farlo semplice e leggero. Conserva di casa, olio extravergine uno spicchio di cipolla e una foglia di basilico sale. Nulla di più.


Lessare i ravioli e condirli con il sugo e il parmigiano. Ritornare con la testa al giorno prima :P

alla prossima
VAle



domenica 19 aprile 2015

Onepotpasta senza stress!

Li chiamano confortfoodies, quei cibi che ti coccolano e non ti stressano nemmeno quando arriva il momento di dover lavare i piatti.

Nell'epoca del multi tasking, insomma, poter cucinare tutto in una pentola si rivela la soluzione migliore dell'ultimo istante. Dieci quindici minuti a disposizione più dieci minuti per divorare 100g di pasta e benessere che generano endorfine a gogò per tutto il pomeriggio lavorativo. E se ci aggiungi anche ortaggi o verdure diventano il top in una dieta sana e straordinariamente salutista. 

Perciò non vi rimane che provare. Quello che vi occorre è solo un wok o una pentola qualunque, a patto che raccolga tutta la pasta per la famiglia, un cucchiaio di legno e quei dieci quindici minuti davanti ai fornelli!



Allora,

Pulite e tagliate un peperone a dadini, una mezza melanzana anch'essa a dadini, mezza cipolla. Mettete tutto in un wok con un filo d'olio evo. Versate quindi la pasta (200 g qui) e coprite con acqua tiepida (se avete il bollitore è meglio). L'acqua deve ricoprire le farfalle completamente. Regolate di sale e mescolate con un cucchiaio di legno continuamente...e voilà il gioco è fatto. Vi renderete presto conto di quando sarà pronta la pasta perchè sarà tutto amalgamato da una splendida e gustosa cremina... buon appetito!
Alla prossima ricetta!
VAle

venerdì 17 aprile 2015

Sperimentazioni dolciarie

Nell'ultimo periodo, non so se avete notato, i supermercati, i giornali e i siti dedicati al cibo pullulano di ricette bioveganvegetariane che fanno storcere il naso a molti. Alcuni pensano che sia solo una moda, alcuni si accaniscono alla ricerca delle alghe nori da mettere nelle zuppe e alcuni scelgono la via della par condicio. tipo me. Che amo sperimentare e cimentarmi in cucina. Per carattere non elimino mai niente a priori, per cui ho preso coraggio e già da un po' di tempo il mio forno ha conosciuto impasti senza uova, senza burro e senza latte. Lui - il mio forno - ha collaborato egregiamente e le torte sono venute tutte, anche quella sera che ho acceso contemporaneamente forno lavatrice e lavastoviglie ed siamo rimasti al buio per 15 minuti con la torta di mele che ricresceva imperterrita. Per fugare ogni dubbio, i dolci ricrescono lo stesso e sottolineo sono anche molto buoni e leggeri. Così, ieri, quasi un po' per caso ho provato anche la crema senza uova e senza glutine, che può diventareanche vegan all'occorrenza, utilizzando un latte vegetale che però non avevo nel frigo. Se qualcuno ha intolleranza alle uova o il colesterolo alto ha definitivamente trovato la soluzione: la crema pasticcera senza uova. Lei, chevelodicoaffa', non solo è buonissima ma è anche adatta a preparazioni differenti. Curiosi? Seguite la ricetta e in 5 minuti avrete un dessert BUONISSIMO!



Per la crema occorre avere:

500gr di latte (mandorle, soya, vaccino, riso.....)
90gr. di amido di mais
100gr. di zucchero di canna
1 scorzetta di limone
mezzo cucchiaio di curcuma

per decorare frutti di bosco e un cucchiaino di zucchero

Mettere in una pentola amido e zucchero, aggiungere gradualmente il latte, la scorzetta di limone e incorporare con una frusta. Porre quindi sul fuoco e mescolare continuamente con la frusta. In 4-5 minuti la crema è pronta. Aggiungere quindi la curcuma. Versare in una ciotola dopo aver cotto in una padellina i frutti di bosco con un cucchiaino di zucchero. Guarnire la crema e mettere in frigo.

Buon appetito!

mercoledì 28 gennaio 2015

Tutto l'anice stellato che è in me

momento di ricongiungimento con me stessa.

Fondamentale in questi giorni così particolari della mia vita e assolutamente utile adesso che c'è lo spezzatino di pollo sul fuoco,  devo assolutamente (!) rimanere sveglia per non farlo bruciare..ed è difficile farlo se hai girato per tutto il giorno come una trottola cercando di adempiere a degli impegni, mentre continuavi a porti domande sulla tua esistenza. Si perchè il difficile non è soltanto far quadrare un cerchio rotondo con base di un triangolo isoscele, ma anche lottare contro i momenti di smarrimento tipici di ogni essere umano nei momenti diversi e nei posti più disparati della terra. E così, alla fine di una lunga e particolare giornata in cui si sono alternate ad accompagnamenti musicali interessanti le voci incessanti della mia  mente e il profumo di una polenta con rape e salsiccia, ecco che mi ricongiungo pensando a momenti di serenità emotiva e culinaria. e mi torna in mente il brodetto di pesce.....e te pareva(?!) ....ormai ho capito di avere una passione nei confronti di questo alimento che bAipassavo completamente quando ero piccolina e ancora non conoscevo le durezze di questo mondo. mi intenerisce pensare che i miei genitori mi legavano alla sedia per farmelo mangiare e io ora parlo solo di pesce...come si cambia, ragazzi. 
mi ricongiungo dunque, alla ricetta di qualche giorno fa. Un brodetto di pesce ovviamente non tradizionale e inevitabilmente alternativo con un guizzo di genio che ho letteralmente rubacchiato da un coltello da chef assai celebre: l'anice stellato. certo. Lui. quella dolce stellina che vi capita nel vin broulè nei giorni di freddo estremo e che dopo il famoso suggerimento non potevo non tentare anche io di accostare. 

Signori e signore, il brodetto di pesce stellato è servito.


Preparate un brodo di pesce : fate bollire l'acqua e versate dentro le teste dei pesci. Dopo qualche minuto versate dentro l'ANICE STELLATO (un paio di stelline) una carota una cipolla sedano un pomodorino. Fate bollire un'oretta.

A parte preparate un sughetto semplice che potete insaporire con peperoncino, origano e un'alicetta.

in un tegame basso mettete quindi i pesci. Ho scelto cozze (lavatele bene e fatele aprire in una padella coperta, aggiungete solo alla fine) pannocchie (anche loro alla fine perchè sennò si induriscono troppo) e gallinelle di mare. Aggiungete il sugo di pomodoro e bagnate gradualmente con il brodo filtrato fino a cottura. Servite con pane caldo e abbrustolito..........
momenti di estremo ricongiungimento...

un bacio a ognuno.
alla prossima

Vale

lunedì 19 gennaio 2015

Mazzancolle per caso

Non so dirvi perché questa sera, notte mi sia venuta voglia di scrivere qui.
Era tanto tempo che mancavo da queste righe virtuali perché sempre più difficile diventa per me collegare i piatti che mi capita di cucinare (Sempre più raramente) alle pagine di questo blog, che ho curato con tanto amore.Ogni tanto però la passione che covo dentro di me per la cucina si ravviva ed
ecco che stasera, mentre spulciavo i blog degli altri, mi sono ricordata di averne uno anche io!
La mia mente è volata all'ultimo piatto che ho preparato, che guarda caso, è un piatto di pesce! (chi l'avrebbe mai detto) e le dita sono andate più veloci della mente, ho selezionato "un nuovo post" e ho cominciato a far scivolare i tasti della tastiera sotto le mani,

Dalle mie parti, unire il pesce ai legumi è un attività assolutamente praticata dai pescatori e da molti ristoratori di pesce che si incontrano sul litorale pescarese. Le variabili e i sapori sono molteplici ed io, che sono cullata dall'aria di mare che ho ad un passo da me, mi sento di partecipare a questa molteplicità "pesciaria" a modo mio. Dopo aver assaggiato molti modi di proporre le sagne con i ceci e il pesce, ecco a voi la mia personale versione! :)

Allacciate il grembiule e preparate i cucchiai per gustare questa specialità!
Le sagne con i ceci e le mazzancolle sono servite!





Prima cosa, comprate pesce fresco. Fondamentale per un buon piatto. Pulite quindi le mazzancolle dai loro carapaci e con questi preparate una bisque (prendete una pentola dai bordi alti, rosolate le teste delle mazzancolle, sfumate con il marsala e una volta evaporato unite l'acqua, fate quindi bollire per un po'). A parte preparate un sughetto con cipolla, peperoncino, paprika, un'alicetta sott'olio e pomodoro a pezzetti ( io uso quello di mamma..che è un'altra storia). unite quindi i ceci e anche qui si aprono diverse scuole di pensiero. C'è chi compra quelli bio, chi quelli meno costosi, chi non gliene frega nulla e chi come me usa quelli della valfrutta - perchè diciamocelo, il tempo per i ceci davvero non saprei dove trovarlo. :D - non me ne vogliate però! :) Una volta pronto, frullate parte del sughetto  con i ceci con un minipimer e riunite la crema ottenuta al sughetto. Mettete quindi  a bollire l'acqua e buttate le sagnette (se riuscite fatele voi , sennò pace, comprate pure queste....) a metà cottura scolate e versate nel sughetto cremoso continuando a bagnare con la bisque di gamberi oppurtanemente passata al colino. Procedete così fino a cottura ultimata.....

come ha detto una signora calabrese di fiumefreddo.... " Signora, non sa cosa mangia........"

buona notte
alla prossima, Vale




lunedì 6 gennaio 2014

Sarà un finocchio a salvarci dai bagordi natalizi?

Passata la festa, gabbato il santo e...pure il nostro stomaco!
Non so come siano state le vostre feste, ma le mie sono state assolutamente e totalmente MANGERECCE!
Il tutto è cominciato con un'innocente festa della Vigilia a casa di mamma ed è proseguita il giorno dopo con un pranzo killer il cui protagonista d'eccellenza è stato il brodo di cardo con l'immancabile stracciatell' e le non poco note Pallott' di carne che esordendo a tavola ha riscosso gli applausi e i bis di tutti i convitati. Oscar al miglior attore non protagonista al timballo, che quattoquatto si è impossessato biecamente di tutti i nostri stomaci. Il cast non poteva che completarsi che con portate di carne, tutte - ovviamente- corredate da ogni tipo di contorni: sottoli, piselli, funghi e forse - credo di aver visto passare anche delle patate, ma non ne sono certa. Quando ormai ci guardavamo occhi negli occhi, accompagnando con sorrisi ormai stentati l'ultimo boccone di tacchino arrotolato con le castagne, ecco apparire una processione di dolci a festa capitanati dalle mandorle al cioccolato e caciunitt' ripieni di marmellata e anche di pasta di ceci. Insomma un vero Natale che non poteva che proseguire con tombolata - giocata a carte e annessa mangiata compulsiva di ogni tipo di frutta secca presente sulla terra. 
ORA - per chi conosce la terra d'Abruzzo - sa che la maratona gastronomica non può arrestarsi al 25 di Dicembre ma deve proseguire inesorabilmente (e OBBLIGATORIAMENTE) fino al 6 di Gennaio, quando ormai più che camminare e salutarci per gli abbracci di auguri, ci rotoliamo fino a tavola per salutare le feste che ormai sono passate. 
Tuttavia, mentre continuo a chiedermi se le mie ore di ginnastica siano servite ad arginare tutti questi deliziosi e indimenticabili momenti conviviali, non pongo troppo tempo in mezzo e comincio la mia opera di "sgonfiamento" proponendo una gustosa ed alternativa insalata di finocchi proprio oggi 6 gennaio, per rompere la lunga catena cibaria che ci ha tenuti inchiodati forchetta - gomito e famiglia al tavolo della festa.

La mia Insalata trendy di Finocchi e arance è servita!



Vediamo come si fa:

Affettate due finocchi grandi, dopo averli privati dei gusci più esterni che risultano più duri. Raccogliete quindi tutto in una ciotola e irrorate col succo di mezzo limone. Pelate a vivo un'arancia e dopo averla privata delle pellicine, tagliate gli spicchi a cubetti e uniteli sempre ai finocchi. Aggiungete quindi qualche alice sott'olio e condite con olio di oliva di ottima qualità, un pizzico di sale e con qualche ciufetto del finocchio (parte verde). Disponete su un piatto da portata e completate con una manciata di mandorle tritate e decorate con buccia d'arancia e con qualche goccia di crema di aceto balsamico. Potete completare con feta sbriciolata oppure con salmone affumicato oppure servirla così come antipasto leggero e accompagnarla con un vino bianco leggero.



Buon appetito!!

alla prossima, Valeria

martedì 24 dicembre 2013

La magia del Natale è sempre sotto una cupola. Scegliete voi se di vetro o cioccolato!

Ogni Natale, il pranzo non poteva che terminare con una fetta di Parrozzo. La leggevi nei suoi occhi, la voglia di tagliare la prima porzione da quella semisfera ricoperta di cioccolato e sentire quanto era spessa la colata di fondente che la nonna aveva fatto sciogliere sopra. Mio nonno, non poteva farne a meno del parrozzo e amava mangiarlo bevendo una flute di spumante l'ultimo dell'anno, anche quando aveva compiuto la novantatreesima primavera.
La segui nel brillìo dei suoi occhi, la stessa voglia di addentare una fetta di Parrozzo, per concludere la consueta cena della Vigilia di Natale e sai che di lì a poco, il commento sullo spessore del cioccolato arriva quasi come un rito ancestrale tramandato di padre in figlio, anche ora che di dolci di Natale sul mercato ne trovi tanti e di grandissima qualità. Mio padre, non può farne a meno del parrozzo e ama anche lui mangiarlo con una flute di spumante a Natale con la sua famiglia, ma se gli capita anche l'ultimo dell'anno ;).
E la stessa gioia nel condividere questo dolce tutto pescarese, ideato da Luigi D'Amico e consacrato dal più famoso G. d'Annunzio, accomuna anche me e mia sorella, che andiamo raccogliendo tutti i pezzetti di cioccolato che si sbriciolano sul piatto da portata al taglio del dolce friabile, grazie alla farina di mandorle.
Parrozzo o parrozzini, avrete capito, questo dolce per me rappresenta il Natale e l'aggregazione che questa festa immancabilmente porta con sè tra scambi di doni, pensieri, abbracci e sorrisi in una gioia magica ed eterna.

Da quando mia madre ha scovato la ricetta (originale?) del parrozzo, ogni anno avvia una reale produzione di questo dolce tipico abruzzese, riempiendo la sua cucina giallo ocra, di tante cupole e cupolette destinate ai giorni di festa. Per cui, pronti con il grembiule? La ricetta del parrozzo è servita!




Vediamo quindi come si fa:


INGREDIENTI:
6 uova FRESCHE, 250 G di zucchero, 150 g. di semola, 150 g. di mandorle, limone, burro, olio di oliva, cioccolato fondente di altissima qualità.

In una terrina, sbattete i tuorli con lo zucchero, quindi il succo di un limone (di cui precedentemente avrete grattato la scorza - senza il bianco), e la scorza. Poi la semola e le mandorle tritate finemente senza spellarle. Unite quindi i bianchi d'uovo montati a neve, badando di non farli smontare mentre li incorporate - compiendo cioè un movimento dal basso verso l'alto.
Versate quindi tutti gli ingredienti in uno stampo imburrato e infarinato e infornate a 170° per tre quarti d'ora circa.

Fate raffreddare bene. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente con un filo d'olio (che aiuterà nella stesura del cioccolato) e ricoprite completamente il parrozzo (anche alla base se amate molto il cioccolato :P). Potete anche sbriciolare qualche scaglietta sopra, anche se nella ricetta di d'Amico, non ci sono, ma vi giuro, non vi faranno male! :)






Ora non rimane che far compattare il cioccolato e poi tagliare e gustare rigorosamente in compagnia della famiglia o degli amici! Buon Natale a tutti! vi abbraccio!
Valeria







sabato 5 ottobre 2013

Gusci di frolla con cuore morbido

Che cos'è l'amicizia?
L'amicizia è un sentimento limpido, di fiducia estrema, di scambievolezza e di dedizione. Amico, come dice Reisman, è colui che sente di poter far del bene ad un altro che ritiene possa ricambiare in qualche modo i suoi sentimenti. L'amico non è mai scortese, non ti invidia, gioisce con te dei tuoi successi, si rattrista se stai male. L'amicizia è in fondo una forma d'amore e Amare è voler rendere felici un altro. 
Spesso confondiamo l'amicizia con l'innamoramento. Innamorarsi è vivere una passione e una sofferenza insieme in un tutto continuo che ti sconvolge. E' aria che ti manca, è terra che frana da sotto i piedi. Nell'amicizia non cercheresti mai passioni dirompenti che ti lacerano interiormente. L'amicizia può essere lunga o cortissima, può essere pensata in divenire, può essere esponenzialmente sempre più grande e inoltre non potrebbe esistere, se non ricambiata dall'altro. Se sei innamorato, ami e non conosci mezze misure. L'innamoramento conosce il tutto o il niente, conosce unicamente la misura dell'amore. L'innamoramento è stupido, virulento, eroico e miserabile insieme; l'innamoramento, anche se non corrisposto, potrebbe durare in eterno.


Mi è capitato quest'estate di ritrovare due vecchie amiche di scuola. E' stata un'esperienza davvero  particolare. Le ho ritrovate dopo 16 anni e ricordo ancora adesso la strana sensazione che provavo mentre mi dirigevo verso il luogo dell'appuntamento. Le avrei viste diverse, cresciute, con i profili del volto ormai cambiati e ingentiliti dagli anni.
"Ritrovare" è la parola giusta che descrive perfettamente il nostro incontro. Le ho ritrovate con le stesse caratteristiche di una volta, allegre, chiacchierone (ma con molte storie in più da raccontare), amanti della vita e incredibilmente ancora in sintonia con me sulla visione della vita in generale. Il ricordo degli anni passati ci ha riunite sullo stesso filo e quella sera le ore sono durate molto meno del solito.
Amico è quindi anche chi ti riaccoglie dopo tanto tempo passato?

La cena del trio è nata così, per suggellare un patto di un'amicizia ritrovata e rinata. Per raccontarsi,assistersi e soprattutto ascoltarsi. Potevo non pensare ad una torta per questo evento?
Cosa c'è infatti di meglio, se non del buon cibo, per corredare il senso di un'amicizia.?



ecco a voi, dopo questo lungo preambolo, la torta per la cena del trio, che altro non è un sapiente guscio di frolla che nasconde la crema pasticcera.  Una metafora ideale per descrivere i rapporti umani e anche l'amicizia. Siamo gusci (corpi) con un'anima (la crema) e solo insieme possiamo essere gustati. Vivere la vita solo con una delle due parti, renderà il tutto davvero molto poco gradevole.


Per cui, ecco come si prepara la torta per la cena del trio!

torta 18 cm diametro

per la frolla 
200g farina
2 tuorli
100 g di burro
100 g. di zucchero semolato

Per la frolla, ho usato il robot multifunzione. Ho montato i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto quindi il burro, la farina . Ho amalgamato e compattato il composto con le mani e ho lasciato freddare in frigo per mezz'ora.

per la crema
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
1/2 litro di latte
scorza di limone

Ho montato i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto quindi la farina. Nel frattempo, ho portato a ebollizione il latte aromatizzato con la scorza di limone, ho quindi spento quando ha raggiunto il punto massimo di bollitura. Ho versato il composto di uova nel latte e ho mescolato con una frusta per qualche minuto. La crema così pronta in pochi minuti va versata in un contenitore dai bordi bassi, coperta con pellicola a contatto e posta in frigorifero o freezer a raffreddare.

Ho imburrato e infarinato quindi una tortiera, ho diviso la pasta frolla in due parti e  ho steso bene, foderato lo stampo, riempito con la crema e coperto il tutto con l'altro disco di pasta. Ho spennellato la superficie con l'acqua e ricoperto con mandorle tritate.
Ho infornato a 180° fino a doratura (almeno 45 50 minuti), da controllare comunque a seconda del forno.

Ho lasciato raffreddare completamente, ho spolverato con zucchero a velo e portato alle mie amiche! :)

Buon appetito e buon amicizia a tutti!
Valeria

giovedì 26 settembre 2013

Ciambellone ed autunno, amici inseparabili!

I primi freschi e le serate avvolti sul divano da un plaid leggero. Le castagne e i mandarini. Le foglie che scricchiolano sotto i piedi mentre cammini sotto i viali alberati e giochi, come quando eri piccola, a saltare da una foglia all'altra. Le zuppe calde, gli infusi, il forno finalmente acceso dopo la lunga pausa estiva e la gioia di un dolce appena sfornato. Potrei descrivere così l'autunno, la stagione che ci traghetta dai colori palpitanti dell'estate a quelli teneri e pacati dell'inverno.
Amo, durante questo periodo, preparare i dolci per la prima colazione. Sicuramente perchè amo la prima colazione ma senz'altro anche perchè amo svegliarmi sapendo che troverò qualcosa sotto la cupola di vetro, che mi aspetta silenziosa in cucina. E così, non ho potuto resistere nel preparare questo morbido e accogliente ciambellone allo yogurt ed anche cospargerlo con le codette di zucchero e anche...si anche....fotografarlo e raccontarvi la ricetta!
Vediamo come si fa:


Ingredienti per uno stampo a ciambella da 24 cm
400 g. di farina (scegliete quella che vi piace, potete mixare tipi diversi)
2 tuorli, un intero
200 g. di zucchero
una bustina di lievito per dolci
mezzo bicchiere d'olio di oliva (o semi) prendendo come misurino un bicchiere di plastica
un bicchiere d'acqua (sempre misurando con un bicchiere di plastica)
uno yogurt da 125 g.


Per prima cosa imburrate e infarinate uno stampo a ciambella (potete anche utilizzare l'olioal posto del burro) in alluminio. Montate le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungete quindi l'olio a filo, lo yogurt e la farina in due riprese, aggiungendo alla seconda parte di farina la bustina di lievito e inglobando il tutto con l'acqua. Trasferite nello stampo e infornate a 180° forno ventilato per 30  minuti.
Provate con uno stecchino se è cotto. Se lo stecchino esce pulito dalla torta, allora il dolce è pronto. Sfornate e sformate dallo stampo. Fate raffreddare su una gratella e servite quando è ormai freddo. Ideale per la colazione o per una merenda, perchè non provare anche ad assaggiarlo con una crema chantilly?
a voi la scelta!

 ps: potete cospargerlo di codette di zucchero o di zucchero a velo o anche di cioccolato fuso... e sorseggiarlo con un infuso ai frutti rossi. A casa vi ringrazieranno e non avrete più scampo!!!!!;)

Buon appetito, alla prossima!


martedì 24 settembre 2013

una pasta special per un ritorno in grande stile!

Unire le zucchine allo zafferano potrebbe risultare una piacevole avventura, che sono certa non vi lascerà delusi. Nel raccontarvi di questo ritorno culinario, dopo un po' di assenza, non mi soffermerò sulla scelta degli ingredienti, che sono come al solito legati all'orto e alla magnifica terra d'Abruzzo, ma sul fatto che non riesco a cucinare! Pensate a quanto possa essere debilitante per una Blogger, non cucinare. Non assaporare, non creare, non cercare piatti nuovi e soprattutto, non scriverli qui e condividerli con voi! Credetemi e fidatevi non c'è cosa peggiore di questa! perciò QUESTA sarà una ricetta liberatoria, per divincolarmi dai lacci e nodi che mi tengono fuori dalla cucina di casa ...
Ho scelto la domenica per prepararla, che con le sue gambe lente e sornione, mi fa aprire gli occhi quando il sole è già alto nel cielo. Una domenica imperlata di sole di fine estate, una domenica cuspide tra le stagioni che adoro di più in assoluto: l'estate e l'autunno. Un giorno speciale, passato con gli affetti, nel nido di una casa che colora i muri d'arancione. Una domenica. Ho preso dallo scaffale una pasta formato special, due zucchine e una bustina di zafferano. La cucina era mia e le pentole pure!
La pasta special zucchine e zafferano é presto servita!

pasta special zucchine zafferano


3 zucchine piccole, mezza cipolla dorata, prezzemolo, olio, sale viola, pepe (mix), 1 bustina di zafferano, pasta special (ho comprato questo tipo di pasta fresca ed essiccata a Sorrento, voi scegliete quella che volete) 200 g. una manciata di rucola

In un wok, soffriggete la cipolla ridotta in pezzi con l'olio, unite quindi le zucchine tagliate a cubetti dopo essere state debitamente mondate. Proseguite la cottura, aiutandovi con acqua calda e mescolando continuamente. L'acqua calda dovrà essere aggiunta un po' alla volta e in maniera non continuativa, solo in caso che il fondo di cottura asciughi molto. Considerate che le zucchine sono ricche di acqua per cui non esagerate, anche il loro "succo" aiuterà nella cottura. Regolate di sale - sto usando il sale viola, un tipo di sale aromatizzato al vino rosso, di origini toscane, molto delicato ed equilibrato, perfetto con la carne- e di pepe e proseguite fin quando le zucchine saranno morbide ma non disfatte. a metà cottura aggiungete lo zafferano, diluendolo in un po' d'acqua. Regalerà uno splendido colore ambrato e una consistenza lievemente piccante al tutto. A parte lessate la pasta, scolatela un minuto prima e mantecate in padella, corredando il tutto con rucola sminuzzata con le mani e parmigiano grattugiato.
et voilà, il gioco è fatto!
Buon appetito!

sabato 10 agosto 2013

Se non usi il basmati godi solo a metà!

L'ispirazione di questo piatto nasce dall'imitazione di una ricetta filippina, l'ADOBO, un piatto a base di riso thai e pollo cotto nella salsa di soia. Giò, mio nipote, lo adora e quando l'estate viene a trovarci qui a Pescara, chiede sempre alla nonna di prepararlo per gustarlo al mare condito da una bella dose di sabbia (avete mai mangiato al mare con il vento?!) e sole insieme a tutti noi. Nasce come imitazione dicevo, ma risulta nel gusto e nella preparazione completamente diverso. Il riso infatti è quello basmati e il pollo....beh! è dedicato ad un pubblico 'adulto' perchè piccantino al punto giusto e cotto nella birra.Una ricetta dai richiami vagamente indiani, data la presenza di curcuma, peperoncino, paprika dolce ma con un tocco rock per la presenza della birra, che fa assumere al pollo una consistenza piacevolmente soda e morbida e un retrogusto amarognolo gustosissimo. Mettete poi che per prepararlo non occorreranno più di 45 minuti e che può essere adatto a un pranzo o cena informale con una  comitiva di amici predisposti all'assaggio e conquisterà voi e chi si siederà alla vostra tavola.
riso basmati con pollo alle spezie


Per tre persone che mangiano molto, due che mangiano moltissimo, quattro che mangiano poco.

Per il pollo occorrono:
5 sovracosce di pollo 
curcuma
paprikadolce
peperoncino
origano
pepe
sale
Birra a temperatura ambiente

Pulite le sovracosce, privandole della pelle e del grasso in eccesso, lavatele e asciugatele. In una padella larga, versate olio di oliva e preparate il fondo di cottura con peperoncino fresco tagliato a rondelle.  Non appena l'olio sarà caldo, rosolate il pollo ridotto a bocconcini da ambo i lati. Quindi, condite il pollo con il sale grosso, il pepe, l'origano e le spezie (siate generosi). Sfumate quindi con la birra, ce ne vorrà abbastanza da coprire il pollo per metà. Coprite e lasciate cuocere ed insaporire per 20 minuti circa. Scoprite quindi e alzate la fiamma, fate rosolare bene e lasciate asciugare il fondo di cottura, facendo attenzione però a non farlo asciugare mai, rimboccando quindi la birra di tanto in tanto e lasciando asciugare. Alla fine rimarrà una salsina e saranno passati altri venti minuti. 

per il riso basmati:
3 tazzine da caffè di riso
4 tazzine di acqua
sale
in una pentola mettete tutto insieme riso e acqua, cuocete a fuoco basso mescolando continuamente con una forchetta. in circa 12 / 13 minuti l'acqua sarà assorbita e il riso è pronto.


Su un piatto da portata disponete il pollo intorno e al centro il riso irrorando con la salsa alla birra e spezie.
Piatto non adatto ai deboli di cuore :) :) :) predisporre lo stomaco e il palato al gusto superlativo e gustare voracemente accompagnando con un bicchiere di vino bianco fresco e profumato come  pecorino o passerina!
Alla prossima
Buon appetito

giovedì 11 luglio 2013

La risoluzione in un temporale


Mentre stavo suonando, mani sulla tastiera, testa all'esame del giorno dopo, ho buttato gli occhi fuori dalla finestra e...c'era un temporale in arrivo! Casa mia, che definisco "la casa dei venti" ha cominciato ad agitarsi, in una danza folle di finestre e porte che sbattevano, dimenandosi per il vento che impazzava. Le persone tornavano dalla spiaggia, dirigendosi alle automobili parcheggiate con i teli da mare in mano e qualcuno anche solo col costume indosso. Ovviamente, visto il tempo e, soprattutto visto il fresco, ho pensato di accendere il forno e dar spazio a quell'idea che tutto il giorno frullava nella testa, mentre gli occhi scorrevano sullo spartito del quartetto di Haydn e così, mi dirigo in cucina, tiro fuori dal freezer la pasta sfoglia, apro il frigo e trovo le zucchine e anche un po' di gorgonzola (che usato in piccole dosi, avrebbe sicuramente dato quel saporino in più niente male ). Nella mia testa, la "SFOGLIATA alle Zucchine e gorgonzola era stata creata e la cena era magicamente pronta!

sfogliata alle zucchine e gorgonzola


Non vi occorrerà molto tempo per prepararla. Basta avere a portata di mano nel freezer un rotolo di pasta sfoglia. Generalmente non uso quella che si trova arrotolata nel banco frigo: sa di stantìo e non ricresce mai come dovrebbe, perciò, se passate per il conad, cercate nel banco freezer e troverete sicuramente quello di cui sto parlando. Ricordate che una buona pasta sfoglia è data dalla presenza di burro e se non c'è quest'ultimo ingrediente è proprio una SOLA.


In una padella fate rosolare 2 zucchine che avrete ridotto in una julienne non molto sottile, condendole solo con un pizzico di sale, olio ovviamente, prezzemolo tritato, una manciata di mandorle a lamelle tritate e per concludere una scatoletta di panna light per cucinare. Srotolate quindi la sfoglia sulla teglia su cui avrete preventivamente adagiato carta da forno e componete la rustica così: 3 fette di prosciutto cotto spezzetate, il composto di zucchine i pezzetti di gorgonzola (fate vobis per le quantità, io direi non più di 70 g.) in ultimo foglioline di basilico nano (che coltivo amorosamente sul mio balcone vista mare). Ripiegate i lembi della sfoglia verso il centro e spennellate con il rosso di un uovo. Infornate a 180° per circa 35 minuti, controllando però che sia diventata ben dorata. Servite ai commensali senza farli ustionare please.




Buon appetito

Alla prossima

mercoledì 10 luglio 2013

Merende salva - cervello

Quando in un caldo pomeriggio di luglio, ti svegli alle 6 del pomeriggio, dopo un "laido" e prolungato riposino pomeridiano, con l'angoscia negli occhi e nelle orecchie di doverti mettere ad ascoltare "Aventures" di Gyorgy Ligeti, beh... non hai molto scampo. O decidi di buttarti nello studio matto e disperato fino alle 9 di sera senza concederti un attimo di stasi mentale per auto - punirti per aver dormito o....decidi di dirigerti in cucina e dopo aver riflettuto davanti alla porta del frigo qualche secondo, decidi che SI, Ligeti può aspettare mentre la voglia di fresco, fruttato no. Assolutamente no. E così che è nata la coppa di ieri a base di pesche che ho divorato in un nano secondo e che, mi ha rallegrato non poco il pomeriggio ;) .


A voi capita di acquistare frutta per un esercito? se la risposta è affermativa, vi basterà prendere due pesche che sono maturate un pò troppo, farle a pezzi e congelarle. Vi torneranno utili!
Basterà frullarle semi congelate e avrete ottenuto una splendida ed invitante simil - granita.
Lo step due è rapido quanto godurioso: prendete una pesca (questa volta non matura però) sbucciatela dividetela a metà (magari se scegliete il tipo "spaccarella" è meglio), immergetela nello zucchero di canna e passatela alla piastra. SI caramellerà in un pochi minuti.
Ho quasi finito.
Tengo sempre nel frigo del gelato senza lattosio al cioccolato fondente, che come volti di voi sanno oltre ad essere di una bontà quasi indecente è utile per la salute! Quindi pochi sensi di colpa e, per favore, affondate quel cucchiaio nella vaschetta.
Componete il dolce così:
sul fondo le pesche caramellate, uno strato di gelato al cioccolato (che a contatto con la pesca si scioglierà irrimediabilmente), quindi la simil - granita o purea gelida di pesche, quindi una pallina di gelato al cioccolato, le mandorle a lamelle e un pezzo di pesca infilato in uno spedino.
Per degustare a pieno, lasciate un pò di gelato sul fondo in cui intingere il pezzo di pesca sullo spiedino.....



buon appetito!
alla prossima

domenica 7 luglio 2013

Benvenuta Slow-pizza!

ah! La PIZZA!Adoro prepararla e ovviamente anche mangiarla! ...mi ciberei solo di pizza!
 Ho provato diverse modalità di impasto, ma nessuno mi soddisfaceva a pieno e così... ho deciso di cominciare a fare degli esperimenti legati sia alla lievitazione che all'utilizzo del lievito madre nell'impasto stesso. Non ho quindi ancora raggiunto il giusto grado di preparazione per raccontarvi il MIO impasto, ma solo per suggerirvi qualche "condimento" haute couture nel caso che vi capiti di fare gli strafighi in una pizzata casalinga in compagnia di amici e non! In ogni caso, non mancherò nel dirvi che una lunga lievitazione assicura una maggiore digeribilità! e ovviamente renderà l'impasto molto più elastico, maneggevole, stendibile e fragrante. La slow-pizza di certo non è amica dei tempi che fuggono e dello stress che ci accompagna, ma potrebbe diventare una sapiente alleata per combatterlo, non trovate?
Quindi, mano alla farina al lievito e alla pazienza e cimentatevi anche voi! e perchè no? datemi qualche suggerimento per trovare l'impasto ideale!

non sarà difficile prendere due cipollotti freschi abbastanza grandi e, dopo aver messo un filo d'olio in padella  soffrigerli leggermente e continuare la cottura aggiungendo acqua, che aiuterà a far fuoriscere l'acqua di vegetazione e contribuirà ad ammorbidirle. Non appena la pizza sarà a mezza cottura, basterà porre le cipolle cotte, le mazzancolle e i cubetti di provolone e concludere a 5 minuti dalla fine della cottura con la mozzarella!
pizza con cipolle stufate, mazzancolle provolone dolce e mozzarella!!



Pizza speck fichi e crema di aceto balsamico

Per la pizza con speck e fichi, ricordatevi di procedere alla cottura in bianco. A metà cottura ho messo mozzarella e parmigiano grattugiato alla base e una volta cotta, ho tagliato in quattro e adagiato le fette di speck, gli spicchi di fico e ho terminato con un filo di crema al balsamico!



Ultima, ma non meno importante: la parmigiana di zucchine sulla pizza è una ricetta che mia madre mi fa ogni volta che mi prepara la pizza. Tagliate le zucchine sottilissime, utilizzando la mandolina, mettetele sulla pizza e conditele esattamente come si fa per la parmigiana, quindi: parmigiano, pomodoro in questo caso a pezzetti, filo d'olio, pizzico di sale (facendo anche due strati). Concludere con l'abituale mozzarella a 5 minuti dalla fine della cottura.
a sinistra: pamigiana di zucchine sulla pizza; a destra: vedi sopra!


Che dire? La pizza era buona e tutti hanno gradito.
E voi?fate la pizza a casa o preferite mangiarla al ristorante? di che pizza siete? fast o slow?

alla prossima!

venerdì 5 luglio 2013

un dos tres....flambè!

Quando mi chiedono il motivo che mi ha avvicinato alla cucina, non ho difficoltà nel dire che ho seguito un'emozione. Ho scelto di affondare le mani nella farina, di creare un'insalata diversa e di provare accoppiamenti strani. Ho scelto di stendere la sfoglia per la pasta e di produrre per una festa una quantità illimitata di portate di pesce...ho scelto di amare cucinando o di cucinare amando...ho scelto un'emozione: quella che vedo negli occhi di chi mi ascolta cucinare nel tramestìo di pentole e coperchi, di piatti e bicchieri che tintinnano e nei sorrisi di chi assaggia un piatto e lo trova splendidamente buono.

scampi flambè

Quella stessa emozione l'ho provata ieri alla mia prima "flambata"...un goccio di cognac sugli scampi, inclino il wok sul fornello e via! una vampa vorticosa, rossa, vigorosa ha preso piede nella pentola e si è librata accordandosi al rosso della mia cucina...era la mia emozione che bruciava insieme agli scampi e lì, in quell'odore nuovo che si spargeva, ho capito che il sugo per la pasta sarebbe stato davvero giusto.
Forse qualcuno di voi, penserà che io sia pazza...ma non è così....e chi ama questo mondo sicuramente mi capirà.










Dalla flambata di ieri sono venute fuori le mezzemaniche  al sugo di scampi flambè che si preparano così!
mezzemaniche al sugo di scampi flambè
200 g. di mezzemaniche rigate
1 bottiglia di pomodoro da 750 ml rigorosamente made in abruzzo
400 g. di scampi piccoli
1 pezzo di cipolla
cognac mezzo bicchiere
prezzemolo
basilico 3 foglie
una punta di peperoncino piccante
in un wok fate saltare con un filo d'olio e un pezzo di cipolla tritata gli scampi ancora con il carapace, scegliendo tra quelli comprati solo quelli che hanno tutte e due le chele attaccate (fissazione personale,.....). Sfumate con un pò di cognac e procedete col flambè (ho ripetuto l'operazione due volte). Unite quindi quelli sgusciati e proseguite per pochissimo la cottura. Dopo massimo 5 minuti, versate la salsa di pomodoro salate, aggiungete il basilico intero e il pezzetto di peperoncino; quindi, sciacquate con poca acqua la bottiglia e versate il tutto in pentola in modo tale che il sugo non tiri troppo. L'accorgimento è di lasciarlo sempre poco rappreso ma non troppo liquido, per farsi che la pasta si condisca nel modo giusto. Fate cuocere il tutto per non più di un quarto d'ora, quindi scolate la pasta al dente e saltate in padella, completando con il prezzemolo tritato nella quantità che preferite.Servite dunque caldissimo!

Buon appetito!
Alla prossima

martedì 25 giugno 2013

chi non conosce la curcuma?

Istruzioni per l'uso: prendere il composto posizionarlo su un pezzo di piada croccante e gustare voracemente il tutto senza dimenticare la salsa - ca va sans dire. Per il mio specialissimo pollo alle verdure con curcuma suggerisco questa "modalità mangereccia" sia che siate tra amici che in un tête-à-tête dell'ultima ora. Forse pochi di voi sanno quante fantastiche proprietà nasconda la curcuma, spezia utilizzatissima nella cucina indiana. Dopo la riduzione in polvere, la radice di curcuma - nota anche con il nome di zafferano delle indie - con il suo colore ambrato e il sapore piccante e deciso, impreziosisce piatti di ogni genere: dalle composte di frutta, alle marmellate, passando per il riso basmati e concludendo con la carne bianca o di maiale.  Il rizoma è' considerato un potente curativo naturale, migliora infatti, le funzionalità epatiche, la qualità della pelle, con i poteri antiossidanti, contrasta i gas intestinali, riduce il rischio di tumori e aiuta la risoluzine dei problemi cardiovascolari. e in ultimo....sapevate che la curcuma è afrodisiaca?? ;) Lunga vita alla curcuma, dunque! 

pollo alle verdure con curcuma


per la ricetta vi occorre petto di pollo (400 g.) un peperone, una carota, un pezzo di cipolla, olio, sale, pepe, un pizzico di peperoncino, un ciuffo di prezzemolo, un cucchiaio da tavola di curcuma in polvere, due piadine, acqua, un paio di cucchiai da tavola di panna per cucinare light.

Preparate le verdure tagliandole a cubetti piccoli, fatele soffriggere leggermente nell'olio di oliva e, non appena asciuga il fondo di cottura, bagnate con un goccio d'acqua - badando di versarne un pò alla volta. tagliate il petto di pollo a tocchetti piccoli e passateli alla piastra. Nel frattempo aggiungete alle verdure il cucchiaio di curcuma, sempre rimboccando l'acqua un po' alla volta. Man mano che il pollo è cotto, affogatelo nell'intingolo, sempre prestando attenzione che il fondo di cottura non asciughi. In ultimo, aggiungete la panna light,per aumentare la cremosità ed equilibrare il sapore della curcuma. Completate con prezzemolo tritato e servite il tutto con una piadina passata alla piastra e ben croccante.


vino in abbinamento: un rosato o un cerasuolo dovrebbero essere la morte sua! ;)

buon appetito!

alla prossima