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giovedì 26 aprile 2018

Summeatfestival o quel che ne resta

Sorrisi di chi ama il proprio mestiere
Sole sulla pelle e nei volti delle persone incontrate
Le mani, laboriose degli chef
Il talento di chi trasforma il cibo in meraviglia
Il gelato, ma non il solito gusto alla crema
La passione di chi non vende ma crede
Il sapore di qualcosa che ti invade le papille per ore
Il nettare di un vino che ancora non conoscevi

Summeat  ha scritto una pagina importante delle mie esperienze culinarie e unica nel mio cuore di blogger abruzzese. Si, perché non è stato soltanto un festival per proporre il patrimonio gastronomico, ma il punto di ritrovo per condividere e conoscere quello che questa regione può dare in materia di cibo, convivialità e turismo. Una vera e propria connessione, ma non di quelle wireless/senza fili. Una connessione fatta di conoscenze, racconti e strette di mano. Di prodotti assaggiati nati dalla passione di chi nel cibo VERO crede con tutte le sue forze. Di occhi che brillano quando parlano di come si fa la mortadella di Campotosto e delle parole impetuosamente passionali di chi ti descrive come si mettono i grappoli d'uva in una cassetta. E di chef coraggiosi e preparati che si lanciano in esperienze conviviali nuove.  

L'Aurum ha accolto per quattro giorni tutto questo in un tripudio di emozioni, sensazioni, musica e abbinamenti cibari inesplorati. 



Ho assistito in particolare ai due Live Show di Pasticceria di Lorenzo Puca (campione italiano di Pasticceria) che con la sua eleganza, organizzazione e lucidità creativa, ha proposto una "Torta al cioccolato"dove ha mixato croccantezza e morbidità, declinando il cioccolato in una misura totalmente nuova e una "Monoporzione alla frutta", che ha incantato con la sapiente unione di crema esotica e composta d'ananas.


Ho avuto l'immenso piacere di poter degustare anche "L'oro d'Abruzzo...protagonista del piatto", ideato dal Ristorante Connubio (http://www.ristoranteconnubio.it/ )e Bar Gelateria Duomo (http://www.gelaterieduomo.it/), che ha celebrato l'inaspettato incontro fortunato tra il gelato allo zafferano e il coniglio. Personalmente mi è sembrata un'accoppiata vincente soprattutto perché il gelato non era molto dolce, ma attentamente calibrato e reggeva molto bene il gusto del coniglio, che aveva uno sprint in più dato dalla pancetta croccante.


Non ho potuto fare a meno di assaggiare il piatto dello Chef Marcello Spadone (https://www.labandiera.it/) "Superspaghettino, capperi, porro e peperoncino" in collaborazione con Verrigni- antico Pastificio Rosetano dal 1898. Un piatto che definirei Italiano, nella sua essenza. Lo spaghetto, principe della tavola italiana, ma in un formato particolare, quello del pastificio Verrigni (http://verrigni.com/), pronto in un minuto e mezzo; il cappero, unico nella sua sapidità, assolutamente rock, presentato in versione fritta all'interno del piatto; il porro, fil rouge della ricetta, con la sua dolcezza ha ammorbidito il sapore finale di una esperienza di sapore assolutamente da replicare.


 E infine, è stato meraviglioso poter partecipare a "Il gelato al centro". Un percorso di gusto e di sensi dove il protagonista è stato un sorbetto creato da Ida Di Biaggio (https://gelaterianovecento.com/), della gelateria "Novecento" di Pescara, aromatizzato con le spezie utilizzate per condire la porchetta (santoreggia, pepe, rosmarino). Da questa idea di base, sono stati proposti due cocktail, uno come entreè e l'altro da fine-pasto (a metà tra un dessert e un ammazzacaffè) servito in un delizioso sacchetto di juta con all'interno erbe aromatiche, dal Barman Francesco Silvestri de La Nuova Lavanderia di Pescara (http://2night.it/la-nuova-lavanderia-pescara.html) e Anthony Ventrella del Bar Roma di Vasto.























                                                                                                                                                     Incastonati tra l'uno e l'altro cocktail, un piatto, ideato dallo chef Matteo Crisanti e Loris Molina della Trattoria Zi' Albina (https://www.trattoriazialbina.com/), nel quale la porchetta diventa "porchetta di mare" e il sorbetto incontra quindi una crema di carciofi e Pescatrice, mentre il classico biscotto del gelato diventa una cialda croccante dal sapore ineguagliabile e, un altro piatto, presentato da Angelo Sarchione del ristorante Dalla padella alla Brace, dove la pancia di maiale si accorda al sorbetto, alla spuma di mandorla e al radicchio fermentato, in una nuova esperienza di gusto. 







Ho avuto modo, inoltre, di conoscere alcuni produttori locali, di cui ho potuto assaggiare i prodotti.



In particolare, l'azienda Terzini http://www.cantinaterzini.it/home/ proponeva assaggi di  vini  a Denominazione Origine Protetta raccontati dal loro agente Galileo Pierfelice, che in modo professionale ed elegante ha saputo condurmi alla scoperta di quei nettari preziosi. Galileo mi ha proposto l'assaggio di tre vini: Montepulciano d'Abruzzo DOP, che ha vinto il premio Gran Medaglia D'oro, al 20° concorso Enologico Internazionale Vinitaly 2012, Cerasuolo d'Abruzzo DOP, Gold Medal al Pink Festival Cannes 2017 e Gran Menzione al Vinitaly 2014 e Abruzzo Pecorino  DOP, Five Stars Wine al The New Vinitaly International Wine Award, 2016/2017 ( I vini citati hanno preso altri mille premi!!!). E' stato fantastico poter avere a disposizione una persona che scendesse nei particolari della raccolta delle uve, della loro lavorazione, degli odori e dei sapori dei vini!

L'azienda Nonna Ina Campotosto, http://www.nonnaina.it/nonna_ina/,  mi ha invece incuriosito con la mortadella di Campotosto, un salume peculiare nel suo sapore e nella sua veracità abruzzese. Assaggiarlo è come ritrovarsi subito in un pascolo di montagna, adagiati sull'erba, cullati dai venti profumati di erbe brucate dagli armenti, mentre si osserva la placidità del lago di Campotosto. La lavorazione a mano ne garantisce l'unicità, e la produzione stagionale (da novembre a marzo)  racconta come esso nasca dalla commistione tra uomo e natura. 

Non posso non citare infine, la squisitezza della Signora Rossicone dell'azienda Ovi-caprina Rossicone di Scanno, con le sue splendide ricotte di capra; ringraziare la splendida signora Eliana Di Lullo, del pastificio di Lullo (http://www.pastificiodilullo.it/), a cui vorrò dedicare un articolo e una ricetta prossimamente sul blog, per ringraziarla dell'omaggio di pasta secca biologica che ha voluto  donarmi; e l'azienda agricola Pasta Battista di Castel di Ieri  (www.azagrbattista.it/prodotti-solina), per la fantastica pasta di Solina, a cui dedicherò un articolo tematico per soffermarmi sul prodotto e per proporre quale idea di ricetta, grazie anche all'omaggio che ho ricevuto.


Il mio racconto si ferma qui.
Summeat festival, questo è quel che ne resta!

alla prossima, Vale

venerdì 21 agosto 2015

Se non ti lecchi le dita...

croccanti, deliziose, semplici e buone.

 Giuste da sgranocchiare come aperitivo, mai banali in una cena o un pranzetto sfizioso. Puoi mangiarle con le mani, intingerle nelle salse più diverse, poi leccarti le dita per gustare quell'ultimo saporino che ti rimane e prepararti ad afferrarne un'altra. a volte puoi trovarle al ristorante servite in un cartoccio, aromatizzate in mille modi differenti. Uno chef di grande fama e anche abbastanza bello ha messo la sua faccia con una di loro servita come se fosse una tartelletta rivisitata in versione gourmand. conviene comprarle già impacchettate ma... la versione casalinga risulta a dir poco sensazionale.

volete provare?....

ecco che le chips croccanti di patate sono servite.


tagliate le patate con una mandolina per averle tutte della stessa dimensione, si può fare questa operazione anche a mano, ma occorre tagliare le patate in modo molto sottile. Si possono mantenere le patate con la buccia, ma per far questo è importante lavarle accuratamente con il bicarbonato e acqua. a questo punto mettete a bagno in acqua per almeno un'ora le patate già affettate. Ho visto diverse ricette online e molti lasciano a mollo per anche due ore..io in mezz'ora ho ottenuto un risultato fantastico. passato il tempo asciugate per bene, potete aiutarvi con una centrifuga, l'importante è che le patate rimangano asciuttissime. friggete in olio profondoe condite alla fine come più vi piace (sale, paprika etc...).

o t t i m e....



buon appetito,
alla prossima, Vale

 

mercoledì 15 gennaio 2014

Carbonara Cover, uno sprint musicale e nuovo all'antica carbonara.

Durante le lezioni di inglese che frequento in conservatorio, mi ritrovo spesso a parlare di cucina con la professoressa. Lei mi chiede di parlare delle mie ricette in inglese e io mi abituo a raccontarle nella lingua più usata nel mondo in modo divertente e assai inusuale. E' nata così una sorta di "abitudine" e ogni settimana mi trovo a proporre in classe, i miei sempre più RADI (ohimè) interventi culinari.
Fantastichiamo spesso sulle possibili unioni tra musica in cucina e viceversa, tanto da arrivare a pensare a veri e proprio eventi in cui le due (p)arti si intrecciano in un tutt'uno gustosamente armonico.
Talvolta mi suggerisce di creare una serie di piatti a tema e non è detto che un giorno, quando sarò più libera, non potrei cominciare a farlo.
In ogni caso, oggi il palcoscenico lo calca la mia carbonara (re)inventata. Meglio conosciuta come Carbonara Cover. Nel mondo musicale le cover, sono quei gruppi (o singoli) che scelgono di affrontare il repertorio di un determinato cantante o gruppo musicale, imitandone - il più delle volte - anche la vocalità. E così la mia carbonara nasce, con l'intento di imitare il famoso piatto della cucina italiana, ma con un'idea assolutamente più light.

Signori e signore, la Carbonara Cover è servita! Vediamo come si fa!




Ho sostituito le uova battute della carbonara classica con 1 peperone giallo,che ho lavato, asciugato, privato dei semi e filamenti interni e ridotto - quindi - sottilmente. In una padella (sto usando quelle con il fondo in pietra e mi trovo molto bene), ho versato un filo d'olio e quindi, mezza cipolla tagliata finissima. Ho fatto soffriggere e ho versato i peperoni. A parte ho rosolato la pancetta. Utilizzando un minipimer, ho frullato i peperoni con pepe, parmigiano e olio qb pizzico di sale. Una volta lessata la pasta, ho terminato la cottura nel wok, dove avevo rosolato la pancetta e fuoco spento ho unito la crema di peperoni. Quindi ho impiattato e spolverato con una presa di pepe. ottima!

A destra carbonara cover, a sinistra carbonara originale




Buon appettito!

Alla prossima, Valeria

martedì 24 dicembre 2013

La magia del Natale è sempre sotto una cupola. Scegliete voi se di vetro o cioccolato!

Ogni Natale, il pranzo non poteva che terminare con una fetta di Parrozzo. La leggevi nei suoi occhi, la voglia di tagliare la prima porzione da quella semisfera ricoperta di cioccolato e sentire quanto era spessa la colata di fondente che la nonna aveva fatto sciogliere sopra. Mio nonno, non poteva farne a meno del parrozzo e amava mangiarlo bevendo una flute di spumante l'ultimo dell'anno, anche quando aveva compiuto la novantatreesima primavera.
La segui nel brillìo dei suoi occhi, la stessa voglia di addentare una fetta di Parrozzo, per concludere la consueta cena della Vigilia di Natale e sai che di lì a poco, il commento sullo spessore del cioccolato arriva quasi come un rito ancestrale tramandato di padre in figlio, anche ora che di dolci di Natale sul mercato ne trovi tanti e di grandissima qualità. Mio padre, non può farne a meno del parrozzo e ama anche lui mangiarlo con una flute di spumante a Natale con la sua famiglia, ma se gli capita anche l'ultimo dell'anno ;).
E la stessa gioia nel condividere questo dolce tutto pescarese, ideato da Luigi D'Amico e consacrato dal più famoso G. d'Annunzio, accomuna anche me e mia sorella, che andiamo raccogliendo tutti i pezzetti di cioccolato che si sbriciolano sul piatto da portata al taglio del dolce friabile, grazie alla farina di mandorle.
Parrozzo o parrozzini, avrete capito, questo dolce per me rappresenta il Natale e l'aggregazione che questa festa immancabilmente porta con sè tra scambi di doni, pensieri, abbracci e sorrisi in una gioia magica ed eterna.

Da quando mia madre ha scovato la ricetta (originale?) del parrozzo, ogni anno avvia una reale produzione di questo dolce tipico abruzzese, riempiendo la sua cucina giallo ocra, di tante cupole e cupolette destinate ai giorni di festa. Per cui, pronti con il grembiule? La ricetta del parrozzo è servita!




Vediamo quindi come si fa:


INGREDIENTI:
6 uova FRESCHE, 250 G di zucchero, 150 g. di semola, 150 g. di mandorle, limone, burro, olio di oliva, cioccolato fondente di altissima qualità.

In una terrina, sbattete i tuorli con lo zucchero, quindi il succo di un limone (di cui precedentemente avrete grattato la scorza - senza il bianco), e la scorza. Poi la semola e le mandorle tritate finemente senza spellarle. Unite quindi i bianchi d'uovo montati a neve, badando di non farli smontare mentre li incorporate - compiendo cioè un movimento dal basso verso l'alto.
Versate quindi tutti gli ingredienti in uno stampo imburrato e infarinato e infornate a 170° per tre quarti d'ora circa.

Fate raffreddare bene. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente con un filo d'olio (che aiuterà nella stesura del cioccolato) e ricoprite completamente il parrozzo (anche alla base se amate molto il cioccolato :P). Potete anche sbriciolare qualche scaglietta sopra, anche se nella ricetta di d'Amico, non ci sono, ma vi giuro, non vi faranno male! :)






Ora non rimane che far compattare il cioccolato e poi tagliare e gustare rigorosamente in compagnia della famiglia o degli amici! Buon Natale a tutti! vi abbraccio!
Valeria







martedì 24 settembre 2013

una pasta special per un ritorno in grande stile!

Unire le zucchine allo zafferano potrebbe risultare una piacevole avventura, che sono certa non vi lascerà delusi. Nel raccontarvi di questo ritorno culinario, dopo un po' di assenza, non mi soffermerò sulla scelta degli ingredienti, che sono come al solito legati all'orto e alla magnifica terra d'Abruzzo, ma sul fatto che non riesco a cucinare! Pensate a quanto possa essere debilitante per una Blogger, non cucinare. Non assaporare, non creare, non cercare piatti nuovi e soprattutto, non scriverli qui e condividerli con voi! Credetemi e fidatevi non c'è cosa peggiore di questa! perciò QUESTA sarà una ricetta liberatoria, per divincolarmi dai lacci e nodi che mi tengono fuori dalla cucina di casa ...
Ho scelto la domenica per prepararla, che con le sue gambe lente e sornione, mi fa aprire gli occhi quando il sole è già alto nel cielo. Una domenica imperlata di sole di fine estate, una domenica cuspide tra le stagioni che adoro di più in assoluto: l'estate e l'autunno. Un giorno speciale, passato con gli affetti, nel nido di una casa che colora i muri d'arancione. Una domenica. Ho preso dallo scaffale una pasta formato special, due zucchine e una bustina di zafferano. La cucina era mia e le pentole pure!
La pasta special zucchine e zafferano é presto servita!

pasta special zucchine zafferano


3 zucchine piccole, mezza cipolla dorata, prezzemolo, olio, sale viola, pepe (mix), 1 bustina di zafferano, pasta special (ho comprato questo tipo di pasta fresca ed essiccata a Sorrento, voi scegliete quella che volete) 200 g. una manciata di rucola

In un wok, soffriggete la cipolla ridotta in pezzi con l'olio, unite quindi le zucchine tagliate a cubetti dopo essere state debitamente mondate. Proseguite la cottura, aiutandovi con acqua calda e mescolando continuamente. L'acqua calda dovrà essere aggiunta un po' alla volta e in maniera non continuativa, solo in caso che il fondo di cottura asciughi molto. Considerate che le zucchine sono ricche di acqua per cui non esagerate, anche il loro "succo" aiuterà nella cottura. Regolate di sale - sto usando il sale viola, un tipo di sale aromatizzato al vino rosso, di origini toscane, molto delicato ed equilibrato, perfetto con la carne- e di pepe e proseguite fin quando le zucchine saranno morbide ma non disfatte. a metà cottura aggiungete lo zafferano, diluendolo in un po' d'acqua. Regalerà uno splendido colore ambrato e una consistenza lievemente piccante al tutto. A parte lessate la pasta, scolatela un minuto prima e mantecate in padella, corredando il tutto con rucola sminuzzata con le mani e parmigiano grattugiato.
et voilà, il gioco è fatto!
Buon appetito!

venerdì 5 luglio 2013

un dos tres....flambè!

Quando mi chiedono il motivo che mi ha avvicinato alla cucina, non ho difficoltà nel dire che ho seguito un'emozione. Ho scelto di affondare le mani nella farina, di creare un'insalata diversa e di provare accoppiamenti strani. Ho scelto di stendere la sfoglia per la pasta e di produrre per una festa una quantità illimitata di portate di pesce...ho scelto di amare cucinando o di cucinare amando...ho scelto un'emozione: quella che vedo negli occhi di chi mi ascolta cucinare nel tramestìo di pentole e coperchi, di piatti e bicchieri che tintinnano e nei sorrisi di chi assaggia un piatto e lo trova splendidamente buono.

scampi flambè

Quella stessa emozione l'ho provata ieri alla mia prima "flambata"...un goccio di cognac sugli scampi, inclino il wok sul fornello e via! una vampa vorticosa, rossa, vigorosa ha preso piede nella pentola e si è librata accordandosi al rosso della mia cucina...era la mia emozione che bruciava insieme agli scampi e lì, in quell'odore nuovo che si spargeva, ho capito che il sugo per la pasta sarebbe stato davvero giusto.
Forse qualcuno di voi, penserà che io sia pazza...ma non è così....e chi ama questo mondo sicuramente mi capirà.










Dalla flambata di ieri sono venute fuori le mezzemaniche  al sugo di scampi flambè che si preparano così!
mezzemaniche al sugo di scampi flambè
200 g. di mezzemaniche rigate
1 bottiglia di pomodoro da 750 ml rigorosamente made in abruzzo
400 g. di scampi piccoli
1 pezzo di cipolla
cognac mezzo bicchiere
prezzemolo
basilico 3 foglie
una punta di peperoncino piccante
in un wok fate saltare con un filo d'olio e un pezzo di cipolla tritata gli scampi ancora con il carapace, scegliendo tra quelli comprati solo quelli che hanno tutte e due le chele attaccate (fissazione personale,.....). Sfumate con un pò di cognac e procedete col flambè (ho ripetuto l'operazione due volte). Unite quindi quelli sgusciati e proseguite per pochissimo la cottura. Dopo massimo 5 minuti, versate la salsa di pomodoro salate, aggiungete il basilico intero e il pezzetto di peperoncino; quindi, sciacquate con poca acqua la bottiglia e versate il tutto in pentola in modo tale che il sugo non tiri troppo. L'accorgimento è di lasciarlo sempre poco rappreso ma non troppo liquido, per farsi che la pasta si condisca nel modo giusto. Fate cuocere il tutto per non più di un quarto d'ora, quindi scolate la pasta al dente e saltate in padella, completando con il prezzemolo tritato nella quantità che preferite.Servite dunque caldissimo!

Buon appetito!
Alla prossima

martedì 30 aprile 2013

Ad ogni viaggio la sua ricetta!

Generalmente viaggiare mi provoca appetito. Non so perché mi accade, ma succede spesso e nei luoghi più diversificati. Ad esempio a campo imperatore mi viene sempre voglia di pane e salsiccia, al mare di gelato e se viaggio con una persona che sa cucinare, come la mitica Gabry, certamente non può che uscirne una ricetta speciale. Parlando di conserve  ricette veloci per la cena e tentativi culinari di ogni tipo, è venuta fuori un'insalatina di zucchine crude niente male. L'idea mi ha solleticato e il risultato è stato fresco, appetitoso e gustoso. In linea con la stagione che stiamo vivendo e ovviamente perfettamente versatile. Sarebbe carino ad esempio presentare questa insalatina in calici mignon e offrirla per un aperitivo prima di una cena, ma sono certa che non vi deluderà nemmeno adagiata su crostini di pane o arricchita con del farro perlato bocconcini di mozzarella e tonno! Per cui, niente chiacchiere e passiamo alla ricetta!



Insalata di zucchine, fave e cedro


si prepara così:

Mondate le zucchine, lavatele e asciugatele. Tagliatele a julienne utilizzando un robot da cucina o una grattugia apposita con i fori larghi. Personalmente, preferisco il robot per la velocità e l'immediatezza, ma voi fate come meglio credete. Spremete un limone e aggiungetelo alle zucchine in modo da farle marinare un po'. Pulite anche le fave, privandole della pellicina e unitele alle zucchine. Passate ora al cedro.Un agrume non facile da trovare, ma davvero particolare nel sapore non aspro come quello del limone. Credo che i negozi di frutta gestiti da siciliani, lo vendano.
Privatelo della buccia esterna e riducetene un pezzo (circa un quarto -  considerate che il cedro è grande tipo come un pallone da pallamano :D) a fettine sottilissime e conditelo insieme al resto dell'insalata con sale e olio. Completate con scaglie di parmigiano reggiano e se vi piace con una manciata di prezzemolo tritato. IL gioco è fatto e non vi rimane che mangiare! Buon appetito!



martedì 9 aprile 2013

L'Abruzzo è servito con il riso venere


Avete visto che c'è un nuovo tassello sulla mia pagina?
Ebbene, è nata una collaborazione nuova con "L'Abruzzo è servito", la voce e la community online dell'Abruzzo enogastronomico. Parteciperò con ricette che raccontano l'abruzzo e cercherò di farvi conoscere piatti nuovi o ricette che magari avete già sentito ma non avete idea di come poter produrle in casa.Troverete poi mille altre rubriche, che le splendide Monica e Simona condurranno con la loro infallibile maestria nella comunicazione. Il fatto più interessante è che tutti posso contribuire e partecipare. Cucinate, fotografatevi con il piatto e mandate la ricetta alla redazione. L'abruzzo è servito, servitevene anche voi!!!!
http://www.abruzzoservito.it/

Vieniamo ora allo spunto culinario di oggi!

Molti sanno della mia passione per il riso. Mi piace cucinarlo in mille modi, risotti, tortini, saltato in padella con le verdure, all'orientale col pollo al curry, in insalata. Questa volta però ho tentato e azzardato una ricetta un pò diversa.
Ho visto spesso questo tipo di riso (venere) accompagnato dai crostacei ed io - che sono una fuori di testa- ho provato ad unirlo al pollo e ...ai peperoni. In verità quello che mi solleticava era l'accostamento di colori, di cui sono diventata maniaca nell'ultimo periodo, soprattutto da quando ho aperto il blog. inoltre, il fatto assai interessante è che è un piatto unico e questo, inevitabilmente mi aiuta nella preparazione rocambolesca dei pasti della mia vita....
bando alle ciance----> si cucina!!!!!!!!!


prendete due etti di riso venere,  cuocetelo in poca acqua in modo da non farlo lessare. Una specie di risotto al contrario.----ma di questo ho già parlato qui.
In un wok fate saltare la cipolla con un filo d'olio, i peperoni a cubetti. Quasi ultimata la cottura, aggiungete il pollo tagliato anch'esso a cubetti e fate cuocere. Terminate con la salsa di soia (senza esagerare perchè è salatissima)...in un piatto piano, ponete il riso venere e sopra adagiate il pollo ai peperoni.
Semplice, no?


venerdì 20 luglio 2012

ritorno e collaborazione con pavesi!

rieccomi!!!! lo so che mi odiate perchè sparisco, ma gli ultimi tre mesi della mia vita sono stati pazzeschi e incasinatissimi...ho ultimato gli studi musicali e mi sono diplomata in pianoforte!!! ragazzi! non potete capire che stress!!!!! con il caldo e con l'ansia di dover finire un percorso così accidentato e lungo, difficile e colmo al pari di sorprese, sono arrivata alla tanto sospirata fine ed eccomi - finalmente - di nuovo qui a parlare di cucina con voi!
questa volta niente ricette ma una novità bella bella bella che mi ha riempito di felicità: la mia prima (e spero non ultima) collaborazione con il brand PAVESI!!! si!!! Pavesi sta portando in alcune città italiane uno stand molto particolare e accattivante con il nome di "la bottega di Olivia e Marino" in cui presentano i loro prodotti adatti a preparare sfiziosissimi aperitivi!Mi hanno coinvolto in questa gustosa esperienza e venerdì 27 luglio nel cuore della città di Pescara, terrò una lezione di "aperisfizio", così lo hanno chiamato e sta per aperitivo sfizioso, insieme ad una nota chef della mia regione! una bellissima occasione!! spero di essere all'altezza della situazione e perciò ho bisogno di tutto il vostro supporto morale!!!!!accorrete numerosi a guardare e a prendere spunti.... io sarò lì per voi!!!!!
perciò passate parola e buon aperisfizio!
speedyvale