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giovedì 26 aprile 2018

Summeatfestival o quel che ne resta

Sorrisi di chi ama il proprio mestiere
Sole sulla pelle e nei volti delle persone incontrate
Le mani, laboriose degli chef
Il talento di chi trasforma il cibo in meraviglia
Il gelato, ma non il solito gusto alla crema
La passione di chi non vende ma crede
Il sapore di qualcosa che ti invade le papille per ore
Il nettare di un vino che ancora non conoscevi

Summeat  ha scritto una pagina importante delle mie esperienze culinarie e unica nel mio cuore di blogger abruzzese. Si, perché non è stato soltanto un festival per proporre il patrimonio gastronomico, ma il punto di ritrovo per condividere e conoscere quello che questa regione può dare in materia di cibo, convivialità e turismo. Una vera e propria connessione, ma non di quelle wireless/senza fili. Una connessione fatta di conoscenze, racconti e strette di mano. Di prodotti assaggiati nati dalla passione di chi nel cibo VERO crede con tutte le sue forze. Di occhi che brillano quando parlano di come si fa la mortadella di Campotosto e delle parole impetuosamente passionali di chi ti descrive come si mettono i grappoli d'uva in una cassetta. E di chef coraggiosi e preparati che si lanciano in esperienze conviviali nuove.  

L'Aurum ha accolto per quattro giorni tutto questo in un tripudio di emozioni, sensazioni, musica e abbinamenti cibari inesplorati. 



Ho assistito in particolare ai due Live Show di Pasticceria di Lorenzo Puca (campione italiano di Pasticceria) che con la sua eleganza, organizzazione e lucidità creativa, ha proposto una "Torta al cioccolato"dove ha mixato croccantezza e morbidità, declinando il cioccolato in una misura totalmente nuova e una "Monoporzione alla frutta", che ha incantato con la sapiente unione di crema esotica e composta d'ananas.


Ho avuto l'immenso piacere di poter degustare anche "L'oro d'Abruzzo...protagonista del piatto", ideato dal Ristorante Connubio (http://www.ristoranteconnubio.it/ )e Bar Gelateria Duomo (http://www.gelaterieduomo.it/), che ha celebrato l'inaspettato incontro fortunato tra il gelato allo zafferano e il coniglio. Personalmente mi è sembrata un'accoppiata vincente soprattutto perché il gelato non era molto dolce, ma attentamente calibrato e reggeva molto bene il gusto del coniglio, che aveva uno sprint in più dato dalla pancetta croccante.


Non ho potuto fare a meno di assaggiare il piatto dello Chef Marcello Spadone (https://www.labandiera.it/) "Superspaghettino, capperi, porro e peperoncino" in collaborazione con Verrigni- antico Pastificio Rosetano dal 1898. Un piatto che definirei Italiano, nella sua essenza. Lo spaghetto, principe della tavola italiana, ma in un formato particolare, quello del pastificio Verrigni (http://verrigni.com/), pronto in un minuto e mezzo; il cappero, unico nella sua sapidità, assolutamente rock, presentato in versione fritta all'interno del piatto; il porro, fil rouge della ricetta, con la sua dolcezza ha ammorbidito il sapore finale di una esperienza di sapore assolutamente da replicare.


 E infine, è stato meraviglioso poter partecipare a "Il gelato al centro". Un percorso di gusto e di sensi dove il protagonista è stato un sorbetto creato da Ida Di Biaggio (https://gelaterianovecento.com/), della gelateria "Novecento" di Pescara, aromatizzato con le spezie utilizzate per condire la porchetta (santoreggia, pepe, rosmarino). Da questa idea di base, sono stati proposti due cocktail, uno come entreè e l'altro da fine-pasto (a metà tra un dessert e un ammazzacaffè) servito in un delizioso sacchetto di juta con all'interno erbe aromatiche, dal Barman Francesco Silvestri de La Nuova Lavanderia di Pescara (http://2night.it/la-nuova-lavanderia-pescara.html) e Anthony Ventrella del Bar Roma di Vasto.























                                                                                                                                                     Incastonati tra l'uno e l'altro cocktail, un piatto, ideato dallo chef Matteo Crisanti e Loris Molina della Trattoria Zi' Albina (https://www.trattoriazialbina.com/), nel quale la porchetta diventa "porchetta di mare" e il sorbetto incontra quindi una crema di carciofi e Pescatrice, mentre il classico biscotto del gelato diventa una cialda croccante dal sapore ineguagliabile e, un altro piatto, presentato da Angelo Sarchione del ristorante Dalla padella alla Brace, dove la pancia di maiale si accorda al sorbetto, alla spuma di mandorla e al radicchio fermentato, in una nuova esperienza di gusto. 







Ho avuto modo, inoltre, di conoscere alcuni produttori locali, di cui ho potuto assaggiare i prodotti.



In particolare, l'azienda Terzini http://www.cantinaterzini.it/home/ proponeva assaggi di  vini  a Denominazione Origine Protetta raccontati dal loro agente Galileo Pierfelice, che in modo professionale ed elegante ha saputo condurmi alla scoperta di quei nettari preziosi. Galileo mi ha proposto l'assaggio di tre vini: Montepulciano d'Abruzzo DOP, che ha vinto il premio Gran Medaglia D'oro, al 20° concorso Enologico Internazionale Vinitaly 2012, Cerasuolo d'Abruzzo DOP, Gold Medal al Pink Festival Cannes 2017 e Gran Menzione al Vinitaly 2014 e Abruzzo Pecorino  DOP, Five Stars Wine al The New Vinitaly International Wine Award, 2016/2017 ( I vini citati hanno preso altri mille premi!!!). E' stato fantastico poter avere a disposizione una persona che scendesse nei particolari della raccolta delle uve, della loro lavorazione, degli odori e dei sapori dei vini!

L'azienda Nonna Ina Campotosto, http://www.nonnaina.it/nonna_ina/,  mi ha invece incuriosito con la mortadella di Campotosto, un salume peculiare nel suo sapore e nella sua veracità abruzzese. Assaggiarlo è come ritrovarsi subito in un pascolo di montagna, adagiati sull'erba, cullati dai venti profumati di erbe brucate dagli armenti, mentre si osserva la placidità del lago di Campotosto. La lavorazione a mano ne garantisce l'unicità, e la produzione stagionale (da novembre a marzo)  racconta come esso nasca dalla commistione tra uomo e natura. 

Non posso non citare infine, la squisitezza della Signora Rossicone dell'azienda Ovi-caprina Rossicone di Scanno, con le sue splendide ricotte di capra; ringraziare la splendida signora Eliana Di Lullo, del pastificio di Lullo (http://www.pastificiodilullo.it/), a cui vorrò dedicare un articolo e una ricetta prossimamente sul blog, per ringraziarla dell'omaggio di pasta secca biologica che ha voluto  donarmi; e l'azienda agricola Pasta Battista di Castel di Ieri  (www.azagrbattista.it/prodotti-solina), per la fantastica pasta di Solina, a cui dedicherò un articolo tematico per soffermarmi sul prodotto e per proporre quale idea di ricetta, grazie anche all'omaggio che ho ricevuto.


Il mio racconto si ferma qui.
Summeat festival, questo è quel che ne resta!

alla prossima, Vale

venerdì 17 aprile 2015

Sperimentazioni dolciarie

Nell'ultimo periodo, non so se avete notato, i supermercati, i giornali e i siti dedicati al cibo pullulano di ricette bioveganvegetariane che fanno storcere il naso a molti. Alcuni pensano che sia solo una moda, alcuni si accaniscono alla ricerca delle alghe nori da mettere nelle zuppe e alcuni scelgono la via della par condicio. tipo me. Che amo sperimentare e cimentarmi in cucina. Per carattere non elimino mai niente a priori, per cui ho preso coraggio e già da un po' di tempo il mio forno ha conosciuto impasti senza uova, senza burro e senza latte. Lui - il mio forno - ha collaborato egregiamente e le torte sono venute tutte, anche quella sera che ho acceso contemporaneamente forno lavatrice e lavastoviglie ed siamo rimasti al buio per 15 minuti con la torta di mele che ricresceva imperterrita. Per fugare ogni dubbio, i dolci ricrescono lo stesso e sottolineo sono anche molto buoni e leggeri. Così, ieri, quasi un po' per caso ho provato anche la crema senza uova e senza glutine, che può diventareanche vegan all'occorrenza, utilizzando un latte vegetale che però non avevo nel frigo. Se qualcuno ha intolleranza alle uova o il colesterolo alto ha definitivamente trovato la soluzione: la crema pasticcera senza uova. Lei, chevelodicoaffa', non solo è buonissima ma è anche adatta a preparazioni differenti. Curiosi? Seguite la ricetta e in 5 minuti avrete un dessert BUONISSIMO!



Per la crema occorre avere:

500gr di latte (mandorle, soya, vaccino, riso.....)
90gr. di amido di mais
100gr. di zucchero di canna
1 scorzetta di limone
mezzo cucchiaio di curcuma

per decorare frutti di bosco e un cucchiaino di zucchero

Mettere in una pentola amido e zucchero, aggiungere gradualmente il latte, la scorzetta di limone e incorporare con una frusta. Porre quindi sul fuoco e mescolare continuamente con la frusta. In 4-5 minuti la crema è pronta. Aggiungere quindi la curcuma. Versare in una ciotola dopo aver cotto in una padellina i frutti di bosco con un cucchiaino di zucchero. Guarnire la crema e mettere in frigo.

Buon appetito!

martedì 24 dicembre 2013

La magia del Natale è sempre sotto una cupola. Scegliete voi se di vetro o cioccolato!

Ogni Natale, il pranzo non poteva che terminare con una fetta di Parrozzo. La leggevi nei suoi occhi, la voglia di tagliare la prima porzione da quella semisfera ricoperta di cioccolato e sentire quanto era spessa la colata di fondente che la nonna aveva fatto sciogliere sopra. Mio nonno, non poteva farne a meno del parrozzo e amava mangiarlo bevendo una flute di spumante l'ultimo dell'anno, anche quando aveva compiuto la novantatreesima primavera.
La segui nel brillìo dei suoi occhi, la stessa voglia di addentare una fetta di Parrozzo, per concludere la consueta cena della Vigilia di Natale e sai che di lì a poco, il commento sullo spessore del cioccolato arriva quasi come un rito ancestrale tramandato di padre in figlio, anche ora che di dolci di Natale sul mercato ne trovi tanti e di grandissima qualità. Mio padre, non può farne a meno del parrozzo e ama anche lui mangiarlo con una flute di spumante a Natale con la sua famiglia, ma se gli capita anche l'ultimo dell'anno ;).
E la stessa gioia nel condividere questo dolce tutto pescarese, ideato da Luigi D'Amico e consacrato dal più famoso G. d'Annunzio, accomuna anche me e mia sorella, che andiamo raccogliendo tutti i pezzetti di cioccolato che si sbriciolano sul piatto da portata al taglio del dolce friabile, grazie alla farina di mandorle.
Parrozzo o parrozzini, avrete capito, questo dolce per me rappresenta il Natale e l'aggregazione che questa festa immancabilmente porta con sè tra scambi di doni, pensieri, abbracci e sorrisi in una gioia magica ed eterna.

Da quando mia madre ha scovato la ricetta (originale?) del parrozzo, ogni anno avvia una reale produzione di questo dolce tipico abruzzese, riempiendo la sua cucina giallo ocra, di tante cupole e cupolette destinate ai giorni di festa. Per cui, pronti con il grembiule? La ricetta del parrozzo è servita!




Vediamo quindi come si fa:


INGREDIENTI:
6 uova FRESCHE, 250 G di zucchero, 150 g. di semola, 150 g. di mandorle, limone, burro, olio di oliva, cioccolato fondente di altissima qualità.

In una terrina, sbattete i tuorli con lo zucchero, quindi il succo di un limone (di cui precedentemente avrete grattato la scorza - senza il bianco), e la scorza. Poi la semola e le mandorle tritate finemente senza spellarle. Unite quindi i bianchi d'uovo montati a neve, badando di non farli smontare mentre li incorporate - compiendo cioè un movimento dal basso verso l'alto.
Versate quindi tutti gli ingredienti in uno stampo imburrato e infarinato e infornate a 170° per tre quarti d'ora circa.

Fate raffreddare bene. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente con un filo d'olio (che aiuterà nella stesura del cioccolato) e ricoprite completamente il parrozzo (anche alla base se amate molto il cioccolato :P). Potete anche sbriciolare qualche scaglietta sopra, anche se nella ricetta di d'Amico, non ci sono, ma vi giuro, non vi faranno male! :)






Ora non rimane che far compattare il cioccolato e poi tagliare e gustare rigorosamente in compagnia della famiglia o degli amici! Buon Natale a tutti! vi abbraccio!
Valeria







sabato 5 ottobre 2013

Gusci di frolla con cuore morbido

Che cos'è l'amicizia?
L'amicizia è un sentimento limpido, di fiducia estrema, di scambievolezza e di dedizione. Amico, come dice Reisman, è colui che sente di poter far del bene ad un altro che ritiene possa ricambiare in qualche modo i suoi sentimenti. L'amico non è mai scortese, non ti invidia, gioisce con te dei tuoi successi, si rattrista se stai male. L'amicizia è in fondo una forma d'amore e Amare è voler rendere felici un altro. 
Spesso confondiamo l'amicizia con l'innamoramento. Innamorarsi è vivere una passione e una sofferenza insieme in un tutto continuo che ti sconvolge. E' aria che ti manca, è terra che frana da sotto i piedi. Nell'amicizia non cercheresti mai passioni dirompenti che ti lacerano interiormente. L'amicizia può essere lunga o cortissima, può essere pensata in divenire, può essere esponenzialmente sempre più grande e inoltre non potrebbe esistere, se non ricambiata dall'altro. Se sei innamorato, ami e non conosci mezze misure. L'innamoramento conosce il tutto o il niente, conosce unicamente la misura dell'amore. L'innamoramento è stupido, virulento, eroico e miserabile insieme; l'innamoramento, anche se non corrisposto, potrebbe durare in eterno.


Mi è capitato quest'estate di ritrovare due vecchie amiche di scuola. E' stata un'esperienza davvero  particolare. Le ho ritrovate dopo 16 anni e ricordo ancora adesso la strana sensazione che provavo mentre mi dirigevo verso il luogo dell'appuntamento. Le avrei viste diverse, cresciute, con i profili del volto ormai cambiati e ingentiliti dagli anni.
"Ritrovare" è la parola giusta che descrive perfettamente il nostro incontro. Le ho ritrovate con le stesse caratteristiche di una volta, allegre, chiacchierone (ma con molte storie in più da raccontare), amanti della vita e incredibilmente ancora in sintonia con me sulla visione della vita in generale. Il ricordo degli anni passati ci ha riunite sullo stesso filo e quella sera le ore sono durate molto meno del solito.
Amico è quindi anche chi ti riaccoglie dopo tanto tempo passato?

La cena del trio è nata così, per suggellare un patto di un'amicizia ritrovata e rinata. Per raccontarsi,assistersi e soprattutto ascoltarsi. Potevo non pensare ad una torta per questo evento?
Cosa c'è infatti di meglio, se non del buon cibo, per corredare il senso di un'amicizia.?



ecco a voi, dopo questo lungo preambolo, la torta per la cena del trio, che altro non è un sapiente guscio di frolla che nasconde la crema pasticcera.  Una metafora ideale per descrivere i rapporti umani e anche l'amicizia. Siamo gusci (corpi) con un'anima (la crema) e solo insieme possiamo essere gustati. Vivere la vita solo con una delle due parti, renderà il tutto davvero molto poco gradevole.


Per cui, ecco come si prepara la torta per la cena del trio!

torta 18 cm diametro

per la frolla 
200g farina
2 tuorli
100 g di burro
100 g. di zucchero semolato

Per la frolla, ho usato il robot multifunzione. Ho montato i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto quindi il burro, la farina . Ho amalgamato e compattato il composto con le mani e ho lasciato freddare in frigo per mezz'ora.

per la crema
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
1/2 litro di latte
scorza di limone

Ho montato i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto quindi la farina. Nel frattempo, ho portato a ebollizione il latte aromatizzato con la scorza di limone, ho quindi spento quando ha raggiunto il punto massimo di bollitura. Ho versato il composto di uova nel latte e ho mescolato con una frusta per qualche minuto. La crema così pronta in pochi minuti va versata in un contenitore dai bordi bassi, coperta con pellicola a contatto e posta in frigorifero o freezer a raffreddare.

Ho imburrato e infarinato quindi una tortiera, ho diviso la pasta frolla in due parti e  ho steso bene, foderato lo stampo, riempito con la crema e coperto il tutto con l'altro disco di pasta. Ho spennellato la superficie con l'acqua e ricoperto con mandorle tritate.
Ho infornato a 180° fino a doratura (almeno 45 50 minuti), da controllare comunque a seconda del forno.

Ho lasciato raffreddare completamente, ho spolverato con zucchero a velo e portato alle mie amiche! :)

Buon appetito e buon amicizia a tutti!
Valeria

giovedì 26 settembre 2013

Ciambellone ed autunno, amici inseparabili!

I primi freschi e le serate avvolti sul divano da un plaid leggero. Le castagne e i mandarini. Le foglie che scricchiolano sotto i piedi mentre cammini sotto i viali alberati e giochi, come quando eri piccola, a saltare da una foglia all'altra. Le zuppe calde, gli infusi, il forno finalmente acceso dopo la lunga pausa estiva e la gioia di un dolce appena sfornato. Potrei descrivere così l'autunno, la stagione che ci traghetta dai colori palpitanti dell'estate a quelli teneri e pacati dell'inverno.
Amo, durante questo periodo, preparare i dolci per la prima colazione. Sicuramente perchè amo la prima colazione ma senz'altro anche perchè amo svegliarmi sapendo che troverò qualcosa sotto la cupola di vetro, che mi aspetta silenziosa in cucina. E così, non ho potuto resistere nel preparare questo morbido e accogliente ciambellone allo yogurt ed anche cospargerlo con le codette di zucchero e anche...si anche....fotografarlo e raccontarvi la ricetta!
Vediamo come si fa:


Ingredienti per uno stampo a ciambella da 24 cm
400 g. di farina (scegliete quella che vi piace, potete mixare tipi diversi)
2 tuorli, un intero
200 g. di zucchero
una bustina di lievito per dolci
mezzo bicchiere d'olio di oliva (o semi) prendendo come misurino un bicchiere di plastica
un bicchiere d'acqua (sempre misurando con un bicchiere di plastica)
uno yogurt da 125 g.


Per prima cosa imburrate e infarinate uno stampo a ciambella (potete anche utilizzare l'olioal posto del burro) in alluminio. Montate le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungete quindi l'olio a filo, lo yogurt e la farina in due riprese, aggiungendo alla seconda parte di farina la bustina di lievito e inglobando il tutto con l'acqua. Trasferite nello stampo e infornate a 180° forno ventilato per 30  minuti.
Provate con uno stecchino se è cotto. Se lo stecchino esce pulito dalla torta, allora il dolce è pronto. Sfornate e sformate dallo stampo. Fate raffreddare su una gratella e servite quando è ormai freddo. Ideale per la colazione o per una merenda, perchè non provare anche ad assaggiarlo con una crema chantilly?
a voi la scelta!

 ps: potete cospargerlo di codette di zucchero o di zucchero a velo o anche di cioccolato fuso... e sorseggiarlo con un infuso ai frutti rossi. A casa vi ringrazieranno e non avrete più scampo!!!!!;)

Buon appetito, alla prossima!


venerdì 10 maggio 2013

Quando una marmellata ti cambia la giornata (stai messo bene)

Quello che determina l'andamento di una mia giornata è il primo momento, quello quando apro gli occhi. Si quello. Quello in cui mi rendo conto che è mattino e che - ohimè- devo alzarmi.. per fare colazione! Il pasto più importante e a cui mi dedico in tutte le sue possibili declinazioni dolci e salate. Quindi, passo dalle uova strapazzate alla spremuta, dal latte di soia al frullato di frutta, da una fetta di torta alla classica fetta biscottata con la marmellata. Quindi, potevo non proporre la ricetta per una marmellata???La scelta è caduta sulle fragole che ora sono "di stagione" dolci al punto giusto e ricche di possibili varianti ...com'era capitato anche per il risotto (di qualche giorno fa) per cui, pronti con un bel tegame dal doppio fondo per preparare la marmellata di fragole!!




SI prepara così:

Ho preso un kg di fragole, le lavate bene, ho tolto il picciolo (lo scarto è stato di circa 100 g.) e le ho poste, intere, in una ciotola a macerarle con il succo di un limone, la buccia di un limone (ovviamente non trattato), e 350 g. di zucchero semolato. Trascorse almeno 12 ore -  anche se ho aspettato di più - ho messo tutto in un tegame dal doppio fondo e ho cotto per circa un'oretta, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Durante la cottura ho schiacciato le fragole, mantenendo però qualche pezzetto più grande. Il tutto è pronto quando, versando un pò di marmellata su un piattino, questa non cola, ma rimane ben ferma. Ho versato quindi la marmellata ancora calda nei vasetti (sterilizzati), e ho chiuso BENISSIMO, ho capovolto i vasetti (chiusi eheh) per creare il sottovuoto. Una volta raffreddati completamente, ho capovolto nuovamente i vasetti e ho "adornato" con una schikissima striscia di tulle rosso tone sur tone . E voilà il gioco è fatto!

ps: ricordate di consumare la marmellata una volta aperta in poche settimane (due o tre al massimo)

venerdì 5 aprile 2013

Una torta fatta di niente

Prendete dell'acqua e fateci una torta. Si, so che suona strano detto così, ma vi assicuro che non è un accordo stonato...anzi. Si tratta della torta che ha ufficialmente rubato il cuore di mio marito.
Una torta al cioccolato senza uova, senza latte, senza burro...senza niente.
Una torta al cioccolato, semplice e genuina, da inzuppare nel latte e caffè o da consumare con una pallina di panna o di gelato alla vaniglia dopo pranzo o davanti ad una morbida tazza di tè alla vaniglia.
Basta infornarla per riempire la cucina, la casa e il palato.
quindi all'opera! occorrerà per prepararla non più di un quarto d'ora tra prendere gli ingredienti, pesarli mescolarli, metterli nella teglia (imburrata e infarinata) , infornare e lavare tutto.(magia!)
 Un giochetto da ragazzi alla "speedyvale" !


torta al cioccolato senza niente




275g. di farina
230 g. di zucchero
140 ml di olio vegetale (di riso o di girasole preferibilmente)
350 ml di acqua naturale
1 bustina di lievito
cannella
un pizzico di sale
50 g di cacao amaro



Imburrate e infarinate una teglia di diametro 24 /26 circa. Inserite tutti gli ingredienti in una ciotola tranne il lievito e mescolate con una spatola fino a rendere tutto omogeneo. Aggiungete il lievito e incorporatelo al composto. Infornate a 190° per circa 50 minuti. Quando lo stecchino esce pulito, la torta è pronta. Sfornate, fate raffreddare e quando è piuttosto fredda, sformatela e servitela. oplà,il gioco è fatto.
BUON APPETITO! :) 

giovedì 12 aprile 2012

La torta nel bicchiere

L'arte di arrangiarsi o del riciclo. Non so, non saprei ben definirla. Trasformismo. Nulla si crea, nulla si distrugge. Cucina ecologica (sarà un vocabolo troppo usato?), ecologia in cucina. Quello che so è che se mi avanza qualcosa lo ritrasformo in qualcos'altro e basta. Non so più di questo. La cosa interessante però è che forse il frutto della "trasformazione" vale di più di quello creato in precedenza. Come se l'avesse sempre saputo, come se quella ricetta fosse nata per quel motivo -- quello di riciclo --- e non per quello iniziale. Come se il mio cervello non accettasse il fatto di dover ripetere supinamente una qualche ricetta spulciata qua e là. Oddio non lo so. Non sono una psicologa e l' auto - psicologismo è ancor più arduo - credetemi.


Veniamo a noi e al curd di fragole. Fulminata sulla via di Montersino e dei suoi "finger - dolci", mentre lo guardavo esibirsi nell'incredibile curd... ho cominciato a far girare le valvole del mio cervello e così ho messo una torta di fragole... nel bicchiere....mi spiego:ho fatto la torta alle fragole e ho avuto degli avanzi e gli avanzi sono finiti nel bicchiere. Ed ecco il risultato:


bicchierini di "strawberry curd" destrutturato

Oltre ad essere "intonati" con la cucina erano anche buonissimi!

Voglio darvi la ricetta per il curd di fragole in modo che possiate rifarlo. Letteralmente "curd" vuol dire "cagliata" in questo caso di fragole. E' una crema di origine inglese generalmente di limoni (lemon curd) che si mantiene per tantissimo tempo, intorno ai 15 - 20 giorni. E' necessario cuocerla a bagnomaria e sopratutto vi consiglio di frullare e passare a un setaccio le fragole per evitare di avere gli odiosissimi grumi.

le dosi sono:
300 g. di fragole "bellissime"
80 g. di burro
150 g. di zucchero a velo
1 cucchiaio di amido di mais
una spruzzatina di succo di limone
scorza di limone grattugiata "bio"
2 uova "fresche"


1) Come detto sopra, lavate - pulite - frullate - setacciate le fragole
2) mettete in una pentola burro e zucchero sul fuoco in modo da sciogliere il burro e formare una cremina che otterrete solo con la frusta ( pensavate di scamparvela, eh!)
3) a questo punto, lontano dal fuoco diretto, a bagnomaria, unite il frullato di fragole e mescolate bene
4) unite le uova e continuate a mescolare, la scorzetta grattata del limone e la spruzzatina di succo di limone che ne mantiene il colore
5) continuate a mescolare, unite l'amido di mais e continuate la cottura fino al rassodamento 
6) non disperate - sarà pronta in circa 15 minuti.


Nei bicchieri ho alternato, oltre al curd, fragole che non ho usato per farcire la torta e pezzettini di torta che ho eliminato per creare l'incavo che avrebbe ospitato il curd. 

Ovviamente l'idea era nata per questa torta qui----




 rosse spumeggianti e fresche, le fragole la fanno da padrone ormai. Almeno per me, almeno in questi mesi.

un bacio a tutti

venerdì 11 novembre 2011

Dolce all'ultimo minuto? perchè no?!

 torta al cocco 7 vasetti 

Come aiutare e facilitare una donna? semplice! basta regalarle un paio di scarpe col tacco e dedicarle una ricetta di dolce che si risolve in meno di mezz'ora, cosicchè possa nell'altra mezz'ora rimasta - sopravvissuta alle altre 23 ore e 30 minuti della giornata - finirsi di truccare prima di uscire! e se poi vogliamo anche esagerare....e dire, che magari è proprio il dolce ideale per la cena a cui eravate state invitate, magari, mi amate anche di più! ; )!
Dedico questa ricetta alla mia dolcissima amica Paola :) che la adora e vorrebbe farla e che va sempre di corsa! Provate anche voi! Non è difficile affatto e sopratutto e strastrastra veloce. Perfetta per la colazione della domenica, ottima anche per un tea pomeridiano, come regalino per un invito a cena dell'ultimo momento oppure per una dolce pausa serale. Si può proporla, per chi non ama il cocco, anche con yogurt bianco o alla frutta, cosparsa da candido zucchero a velo. Unica raccomandazione: l'unità di misura è il vasetto di yogurt, quindi, quando vedete scritto un vasetto, intendo quello! eccola qui, tutta per voi!

ingredienti
3 uova (di cui due tuorli e un intero, i due bianchi montati a neve)
2 vasetti di zucchero semolato
1 vasetto di yogurt al cocco
1 vasetto scarso di olio di oliva
3 vasetti di farina (si può sostituire un vasetto di farina con uno di farina di cocco se vi piace)
1 bustina di lievito

o in alternativa 3 vasetti di farina autolievitante

procedimento 
montare i bianchi a neve. Sbattere le uova con lo zucchero, unire olio, yogurt, farina, lievito. Per la farina e il lievito vi consiglio di usare una spatola di legno, muovendovi dal centro verso l'esterno. Incorporare i bianchi montati a neve con un movimento dal basso verso l'alto. Versare in una teglia imburrata e in farinata (diametro 24). Infornare per 40 ' a 180°. Se la torta passa la prova dello stecchino, è pronta. Non vi resta che spalmare tanta nutella sopra e cospargerla di farina di cocco e ovviamente, papparvela!!!!GNAM!!!

giovedì 10 novembre 2011

Classici intramontabili

strudel di mele 






 Vi suggerisco questa ricetta, che ho preso da una raccolta di ricette regionali trentine. E' molto molto buono 
ed equilibrato!


Ingredienti:
impasto: 150g. di farina 00, 1 uovo, 1 pizzico di sale, 50 g. di burro, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio d'acqua per ammorbidire. 
ripieno: 500 g. di mele, 3 cucchiai di zucchero, buccia grattugiata di limone, 2 cucchiai di uvetta sultanina, 2 cucchiai di mandorle spellate asciugate e tritate, 30 g. di gherigli di noce, 30g. di nocciole, 30g. di pinoli (facoltativo).
burro per spennellare, zucchero a velo.


impastate tutti gli ingredienti dell'impasto sulla spianatoia e lavorarli per una decina di minuti, lasciar riposare e preparare il ripieno, tritando la frutta secca e tagliando le mele a triangolini sottili. Stendere l'impasto sottilissimo spennellare con burro fuso, guarnire con il ripieno e arrotolare aiutandosi con un canovaccio su cui avrete steso l'impasto. chiudere bene, appoggiare su una placca da forno con carta da forno, spennellare con il burro. Infornare e cuocere per 45' a 175° e l'ultimo quarto d'ora a temperatura più bassa. Se si colora troppo abbassare la temperatura da subito. 


buon appetito!

giovedì 13 ottobre 2011

speedy bignè!



Sono mancata per tanto tempo e ora devo rifarmi! so che tutti pensano che fare i bignè sia una cosa noiosa e pallosissima.... e quindi preferiscono comprare la pasta già pronta!...tuttavia, vi assicuro non è la stessa cosa! soprattutto perchè comprare la pasta pronta equivale a mangiare del cartone e ...pertanto voglio suggerirvi qualche piccolo trucco per rendere il più speedy possibile questa ricetta accattivante e golosissima!

sentite qua:
prendete una pentola in acciaio, mettete dentro 250 ml di acqua (considerate un bicchiere capiente) con 100g. di burro a dadini, un cucchiaio abbondante di zucchero semolato e un'idea di sale. (fin'ora semplice). Portate a ebollizione, togliete dal fuoco versate 5 cucchiai di farina 00 (controllate 150g. di farina....i cucchiai non sono tutti uguali) tutta insieme. MESCOLATE SUPERVELOCISSIMAMENTE con cucchiaio di legno (ancora facile) e in meno di mezzo minuto il roux sarà pronto :) ora lasciate raffreddare....
continua ad essere semplice no?
....e una volta raffreddato aggiungete 4 uova e qui attenzionissima....1 alla volta!!!! mi raccomando!

ora arriva il bello ..ma non demoralizzatevi.
se vi piace sentirvi pasticcere per un giorno fate come me. prendete un pentolino alto e stretto (di quelli per il latte) e mettete dentro la tasca da pasticcere con la bocchetta già pronta :D ** ... e versate dentro il composto (quello dei bignè per intenderci). su una placca da forno formate 24 mucchietti di 4 cm per lato o quelli che volete voi.. il consiglio furbo invece è prendete un cucchiaio e formate 24 mucchietti :D ahahahah meno fatica e più risultato.

l'unico problema dei bignè credetemi è la cottura ....è quella l'unica rogna... ma.! ovviamente preriscaldate il forno 200° e infornate i bignè..in circa 25 minuti dovrebbero essere pronti e ben dorati. (controllate e se non vi riesce riprovate). IL consiglio furbo: non infornate tutti insieme la prima volta, fate una prova con pochi bignè!

ora arriva il bello! siccome ODIO fare la crema....è una cosa lunga e noiosissima , ho optato per una panna al cioccolato! niente di più semplice: montate la panna (già zuccherata) e aggiungete il cacao amaro setacciato, mescolando. Considerate che la panna potete guarnirla come volete: con il caffè, con la vaniglia, con la frutta passata....... come volete!!!!!!!
non vi rimane che guarnire i bignè!
il topping sopra: (l'ho comprato :D ) ehehehehe missione speedy!!!!!!!
besitos polpetittos a tutti voi!

martedì 9 agosto 2011

calici deliziosi

un'idea simpatica se vi avanza un pò di crema chantilly...creerete un gustosissimo dessert per una cena speciale o un semplice momento di dolcezza.....


aggiungete del cioccolato fuso a piacere. Riempite il calice di gocce di cioccolato...poi la crema e ultimate con dei biscotti ai cereali frantumati tipo crumble. :) e altre gocce di cioccolato.una spolverata di zucchero a velo e voilà...il dolce è pronto da servire freddo:) :)

compleanno!

ecco a voi la torta per il mio compleanno self - handmade :) ...in realtà due amici speciali hanno contribuito a fare alcune foto meravigliose che pubblicherò prossimamente...intanto utilizzo quelle semplice della mia piccola macchinettina fotografica unicamente per darvi un'idea e per suggerirvi la ricetta! Magari ci saranno milioni di voi che già la sanno fare benissimo anche meglio di me ...dal canto mio sto provando e spero di migliorare sempre di più!

ingredienti pan di spagna:
6 uova
180g. di zucchero
180g. di farina
mezza bustina di lievito per pan di spagna "decorì - LO CONTE"
se vi piace vanillina :)

per la crema chantilly
4 tuorli grandi e freschissimi
40 g. di farina
1/2 litro di latte intero
marsala un cucchiaio o limone (buccia)
2 cucchiaiate abbondanti di panna montata

per la crema al cioccolato
base per crema chantilly e cacao amaro setacciato

per la bagna
martini e acqua :)

per qualunque domanda chiedete pure :) ciao! ah...spero vi piaccia!

lunedì 25 luglio 2011

delizie alle pesche

Per voi la ricetta di uno dei biscotti - pasticcini abruzzesi più richiesti e amati, presentato però in una veste nuova ed estiva e di sicuro successo...signori e signore: i bocconotti alle pesche!! Buon appettito!

Ingredienti:
3 uova + 2 tuorli (freschissime e grandi)
250g di zucchero semolato
225g di farina 00
buccia gratt. di un limone (facoltativa)
1/2 bicchiere d'olio
1/2 bustina di lievito per dolci

per guarnire:
zucchero a velo
pesche mature e dolci
un paio di cucchiai di zucchero
succo di limone
marsala o noce moscata o altro liquore


Procedimento:
Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere dopo aver ottenuto un composto quasi bianco e ben montato il limone, l'olio, la farina settacciata, il lievito. Durante la lavorazione aver cura di aerare il composto. Se avete a disposizione una planetaria sarà facilissimo perchè lo fa la macchina, ma se non l'avete, per avere un effetto simile si può inclinare la ciotola e montare con lo sbattitore dal basso verso l'alto. Una volta ottenuto un impasto omogeneo, riempire i pirottini per metà e infornare a 160° per 15 - 20 minuti. Ricordatevi di controllare al quindicesimo minuto perchè i bocconotti non devono seccarsi troppo!
Fate raffreddare i biscotti, sformateli dai pirottini, tagliateli a metà. Farciteli con il composto alle pesche che avete ottenuto tagliando le pesche sottilissime, aggiungendo un paio di cucchiai di zucchero (o anche niente zucchero), un pò di succo di limone se vi piace un pò di marsala oppure una grattata di noce moscata. Fate macerare per una ventina di minuti, scolate bene le pesche prima di farcire i biscotti.
Dopo aver farcito tutti i biscotti guarniteli con lo zucchero a velo e ponete in frigorifero a raffreddare un pò!!!
saranno deliziosi ve lo assicuro!!!!!
ciao a tutti!

lunedì 4 luglio 2011

torta alle mele

Lo chiamo il dolce del cuore, perchè secondo me la torta alle mele è uno di quei dolci che ti fanno pensare alle nonne e ai profumi di una volta...e allora per voi, ritorno con un tocco di romanticismo e di bontà...eccola fragante e profumata....la torta alle mele!!!


ingredienti:
3 uova intere
2 mele e mezzo
buccia grattugiata di un limone (non trattato)
150g. di farina 00
1/2 bustina di lievito per dolci
1/2 bicchiere di olio di oliva
zucchero a velo

procedimento:
Separare i tuorli dagli albumi. Montare a neve gli albumi (neve ben soda, mi raccomando!!). Sbattere i tuorli con lo zucchero e unire tutti gli ingredienti, uno alla volta. Possibilmente setacciate la farina e mescolate a quel punto con un cucchiaio di legno o una spatola per dolci, montando tutto dal basso verso l'alto.
Versare l'impasto ottenuto in una tortiera da crostata precedentemente imburrata e infarinata oppure in uno stampo in silicone che non è necessario imburrare. Sbucciare e affettare le mele a spicchi di 3-5 mm. e disporle a raggiera. Abbiate cura di inserirle in verticale e far si che ogni spicchio regga l'altro..... è difficile da spiegare....! :) a questo punto non vi resta che infornare per mezz'ora a 160°. Una volta sformata la torta (aspettate qualche minuto dopo averla tolta dal forno), cospargetela di zucchero a velo e......gustatela con una crema delicata oppure con il tè delle cinque oppure regalatela a chi portate nel cuore.
Un abbraccio a tutti
SpeedyVAle