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venerdì 21 agosto 2015

Se non ti lecchi le dita...

croccanti, deliziose, semplici e buone.

 Giuste da sgranocchiare come aperitivo, mai banali in una cena o un pranzetto sfizioso. Puoi mangiarle con le mani, intingerle nelle salse più diverse, poi leccarti le dita per gustare quell'ultimo saporino che ti rimane e prepararti ad afferrarne un'altra. a volte puoi trovarle al ristorante servite in un cartoccio, aromatizzate in mille modi differenti. Uno chef di grande fama e anche abbastanza bello ha messo la sua faccia con una di loro servita come se fosse una tartelletta rivisitata in versione gourmand. conviene comprarle già impacchettate ma... la versione casalinga risulta a dir poco sensazionale.

volete provare?....

ecco che le chips croccanti di patate sono servite.


tagliate le patate con una mandolina per averle tutte della stessa dimensione, si può fare questa operazione anche a mano, ma occorre tagliare le patate in modo molto sottile. Si possono mantenere le patate con la buccia, ma per far questo è importante lavarle accuratamente con il bicarbonato e acqua. a questo punto mettete a bagno in acqua per almeno un'ora le patate già affettate. Ho visto diverse ricette online e molti lasciano a mollo per anche due ore..io in mezz'ora ho ottenuto un risultato fantastico. passato il tempo asciugate per bene, potete aiutarvi con una centrifuga, l'importante è che le patate rimangano asciuttissime. friggete in olio profondoe condite alla fine come più vi piace (sale, paprika etc...).

o t t i m e....



buon appetito,
alla prossima, Vale

 

venerdì 3 luglio 2015

DETOX al sapor di pesche e ciliegie



Chi vive più o meno regolarmente la rete, non può non accorgersi di quanto il regime HEALTHY si sia impossessato dell'intera umanità. Sempre più frequenti sono pagine facebook o ancora siti, canali youtube, profili instagram che trattano di questo sconfinato argomento che sta a cuore - a quanto pare-  a tutta l'umanità. Sulla rete puoi trovare workout casalinghi, schede di allenamento, ma anche ricette sane, consigli di alimentazione da seguire con dovizia di particolari, siti di confronto con altri utenti che come te vagano in cerca di una (virtual)spalla su cui poggiarsi nei momenti di sconforto da dieta. Un eldorado dunque, che però bisogna tastare non con poca leggerezza dal momento che spesso si possono confondere consigli utili con altri totalmente sbullonati per così dire.
Ad esempio non bisogna assolutamente confondere una dieta detox, con una dieta dimagrante. Rimarrà sempre giusto affidarsi a un medico per togliere i kili di troppo e pensare che detossinarsi può far bene dopo bagordi esagerati o quando lo smog ci è arrivato fin sopra ai neuroni.Perciò larga via alla disintossicazione, ma solo quando si tratta di fare un pieno di verdura e frutta da aggiungere alla nostra dieta che non deve rimanere priva dei macro nutrienti.
A questo proposito sono molto utili le detox water, acque aromatizzate, che vanno preparate unendo semplicemente frutta e verdura ad acqua fredda (anche ghiacciata) che verrà poi lasciata in infusione per diverse ore (oppure tutta la notte) e gustata durante il giorno anche dopo essere stata filtrata. L'infusione a freddo manterrà intatti i nutrienti della frutta e così bere acqua non rimarrà poi una grande e insormontabile difficoltà.

Detox  water# one slice of Lemon, one big peach, water what else? Maisonjar!

 ho aggiunto una pesca e una fetta di limone all'acqua e ho lasciato in infusione.  Le pesche hanno molte proprietà, sono infatti depurative digestive, utili per la circolazione e per il mal di testa. Sono ricche di acqua fibre e prive di grassi, per questo molto adatte ai regimi ipocalorici. Unica pecca: il nocciolo. E' tossico.

l'altra ricetta prevede l'uso di una manciata di ciliegie denocciolate, pesca gialla e saturnina e limone. Sapevate che mangiare 25 ciliegie al giorno aiuta a disintossicare l'organismo? e che il succo di ciliegia fosse un vero toccasana per chi fa sport?e che contenesse melatonina, utile a favorire un ottimo riposo?
una ciliegia tira l'altra  dunque e potremmo anche non sentirci in colpa.

e voi? che acque detox proponete?

alla prossima, Vale


domenica 24 maggio 2015

Ravioli felici

Mi piace assecondare le sue follie.
Assaporare una vita fatta di attimi, dolcezza e gesti inaspettati.


Come ieri, quando presa la macchina, abbiamo raggiunto le montagne, anche se il tempo forse non era dei migliori. Immersi nel verde spettacolare della nostra terra, musica nelle orecchie e occhi attaccati allo spettacolo circostante, mentre la pioggia inondava i vetri e i nostri cuori. E così, una meraviglia improvvisa si è spalancata davanti a noi, una distesa d'acqua, un lago, che nonostante sia il frutto della mano dell'uomo, sembra vivere da sempre in quei posti fuori dal tempo e dal mondo. E la mente, lì, viaggia lontano e raggiunge paradisi inaspettati. Circumnavigarlo richiede tempo e pazienza, ma nel farlo non puoi non notare ogni piccola insenatura fino ai pesci che saltano e si rituffano continuamente, testimoni di un brulicare di vita sommersa e viva. Campotosto e il suo lago affascinano come anche la natura e gli animali che pascolano realmente liberi nelle distese che fiancheggiano i costoni di montagna. E quando noti greggi di capre e pecore attaccate a un piccolo negozietto carico di odori di ricotta e formaggi e prosciutti di ogni tipo, non puoi che fermarti ed entrare anche tu nella magia dei prodotti della tua terra. E così che oggi, ho deciso di produrre in casa i ravioli con la ricotta di ieri, delle pecore felici che vivono nelle montagne della mio amato Abruzzo.



RIPIENO
per 500 g di ricotta di pecora occorre un tuorlo una manciata di prezzemolo parmigiano reggiano e un pizzico di sale. Basta solo mescolare con una forchetta ed amalgamare al meglio.

PASTA
 400 g di farina 4 uova e un filino d'olio. Ammassare sulla spianatoia e stendere a uno spessore nè troppo sottile nè troppo spesso. Posizionare quindi i mucchietti di ricotta e chiudere aiutandovi con una rondella o un coppapasta.


SUGO
ho scelto di farlo semplice e leggero. Conserva di casa, olio extravergine uno spicchio di cipolla e una foglia di basilico sale. Nulla di più.


Lessare i ravioli e condirli con il sugo e il parmigiano. Ritornare con la testa al giorno prima :P

alla prossima
VAle



domenica 19 aprile 2015

Onepotpasta senza stress!

Li chiamano confortfoodies, quei cibi che ti coccolano e non ti stressano nemmeno quando arriva il momento di dover lavare i piatti.

Nell'epoca del multi tasking, insomma, poter cucinare tutto in una pentola si rivela la soluzione migliore dell'ultimo istante. Dieci quindici minuti a disposizione più dieci minuti per divorare 100g di pasta e benessere che generano endorfine a gogò per tutto il pomeriggio lavorativo. E se ci aggiungi anche ortaggi o verdure diventano il top in una dieta sana e straordinariamente salutista. 

Perciò non vi rimane che provare. Quello che vi occorre è solo un wok o una pentola qualunque, a patto che raccolga tutta la pasta per la famiglia, un cucchiaio di legno e quei dieci quindici minuti davanti ai fornelli!



Allora,

Pulite e tagliate un peperone a dadini, una mezza melanzana anch'essa a dadini, mezza cipolla. Mettete tutto in un wok con un filo d'olio evo. Versate quindi la pasta (200 g qui) e coprite con acqua tiepida (se avete il bollitore è meglio). L'acqua deve ricoprire le farfalle completamente. Regolate di sale e mescolate con un cucchiaio di legno continuamente...e voilà il gioco è fatto. Vi renderete presto conto di quando sarà pronta la pasta perchè sarà tutto amalgamato da una splendida e gustosa cremina... buon appetito!
Alla prossima ricetta!
VAle

venerdì 17 aprile 2015

Sperimentazioni dolciarie

Nell'ultimo periodo, non so se avete notato, i supermercati, i giornali e i siti dedicati al cibo pullulano di ricette bioveganvegetariane che fanno storcere il naso a molti. Alcuni pensano che sia solo una moda, alcuni si accaniscono alla ricerca delle alghe nori da mettere nelle zuppe e alcuni scelgono la via della par condicio. tipo me. Che amo sperimentare e cimentarmi in cucina. Per carattere non elimino mai niente a priori, per cui ho preso coraggio e già da un po' di tempo il mio forno ha conosciuto impasti senza uova, senza burro e senza latte. Lui - il mio forno - ha collaborato egregiamente e le torte sono venute tutte, anche quella sera che ho acceso contemporaneamente forno lavatrice e lavastoviglie ed siamo rimasti al buio per 15 minuti con la torta di mele che ricresceva imperterrita. Per fugare ogni dubbio, i dolci ricrescono lo stesso e sottolineo sono anche molto buoni e leggeri. Così, ieri, quasi un po' per caso ho provato anche la crema senza uova e senza glutine, che può diventareanche vegan all'occorrenza, utilizzando un latte vegetale che però non avevo nel frigo. Se qualcuno ha intolleranza alle uova o il colesterolo alto ha definitivamente trovato la soluzione: la crema pasticcera senza uova. Lei, chevelodicoaffa', non solo è buonissima ma è anche adatta a preparazioni differenti. Curiosi? Seguite la ricetta e in 5 minuti avrete un dessert BUONISSIMO!



Per la crema occorre avere:

500gr di latte (mandorle, soya, vaccino, riso.....)
90gr. di amido di mais
100gr. di zucchero di canna
1 scorzetta di limone
mezzo cucchiaio di curcuma

per decorare frutti di bosco e un cucchiaino di zucchero

Mettere in una pentola amido e zucchero, aggiungere gradualmente il latte, la scorzetta di limone e incorporare con una frusta. Porre quindi sul fuoco e mescolare continuamente con la frusta. In 4-5 minuti la crema è pronta. Aggiungere quindi la curcuma. Versare in una ciotola dopo aver cotto in una padellina i frutti di bosco con un cucchiaino di zucchero. Guarnire la crema e mettere in frigo.

Buon appetito!

mercoledì 28 gennaio 2015

Tutto l'anice stellato che è in me

momento di ricongiungimento con me stessa.

Fondamentale in questi giorni così particolari della mia vita e assolutamente utile adesso che c'è lo spezzatino di pollo sul fuoco,  devo assolutamente (!) rimanere sveglia per non farlo bruciare..ed è difficile farlo se hai girato per tutto il giorno come una trottola cercando di adempiere a degli impegni, mentre continuavi a porti domande sulla tua esistenza. Si perchè il difficile non è soltanto far quadrare un cerchio rotondo con base di un triangolo isoscele, ma anche lottare contro i momenti di smarrimento tipici di ogni essere umano nei momenti diversi e nei posti più disparati della terra. E così, alla fine di una lunga e particolare giornata in cui si sono alternate ad accompagnamenti musicali interessanti le voci incessanti della mia  mente e il profumo di una polenta con rape e salsiccia, ecco che mi ricongiungo pensando a momenti di serenità emotiva e culinaria. e mi torna in mente il brodetto di pesce.....e te pareva(?!) ....ormai ho capito di avere una passione nei confronti di questo alimento che bAipassavo completamente quando ero piccolina e ancora non conoscevo le durezze di questo mondo. mi intenerisce pensare che i miei genitori mi legavano alla sedia per farmelo mangiare e io ora parlo solo di pesce...come si cambia, ragazzi. 
mi ricongiungo dunque, alla ricetta di qualche giorno fa. Un brodetto di pesce ovviamente non tradizionale e inevitabilmente alternativo con un guizzo di genio che ho letteralmente rubacchiato da un coltello da chef assai celebre: l'anice stellato. certo. Lui. quella dolce stellina che vi capita nel vin broulè nei giorni di freddo estremo e che dopo il famoso suggerimento non potevo non tentare anche io di accostare. 

Signori e signore, il brodetto di pesce stellato è servito.


Preparate un brodo di pesce : fate bollire l'acqua e versate dentro le teste dei pesci. Dopo qualche minuto versate dentro l'ANICE STELLATO (un paio di stelline) una carota una cipolla sedano un pomodorino. Fate bollire un'oretta.

A parte preparate un sughetto semplice che potete insaporire con peperoncino, origano e un'alicetta.

in un tegame basso mettete quindi i pesci. Ho scelto cozze (lavatele bene e fatele aprire in una padella coperta, aggiungete solo alla fine) pannocchie (anche loro alla fine perchè sennò si induriscono troppo) e gallinelle di mare. Aggiungete il sugo di pomodoro e bagnate gradualmente con il brodo filtrato fino a cottura. Servite con pane caldo e abbrustolito..........
momenti di estremo ricongiungimento...

un bacio a ognuno.
alla prossima

Vale

lunedì 19 gennaio 2015

Mazzancolle per caso

Non so dirvi perché questa sera, notte mi sia venuta voglia di scrivere qui.
Era tanto tempo che mancavo da queste righe virtuali perché sempre più difficile diventa per me collegare i piatti che mi capita di cucinare (Sempre più raramente) alle pagine di questo blog, che ho curato con tanto amore.Ogni tanto però la passione che covo dentro di me per la cucina si ravviva ed
ecco che stasera, mentre spulciavo i blog degli altri, mi sono ricordata di averne uno anche io!
La mia mente è volata all'ultimo piatto che ho preparato, che guarda caso, è un piatto di pesce! (chi l'avrebbe mai detto) e le dita sono andate più veloci della mente, ho selezionato "un nuovo post" e ho cominciato a far scivolare i tasti della tastiera sotto le mani,

Dalle mie parti, unire il pesce ai legumi è un attività assolutamente praticata dai pescatori e da molti ristoratori di pesce che si incontrano sul litorale pescarese. Le variabili e i sapori sono molteplici ed io, che sono cullata dall'aria di mare che ho ad un passo da me, mi sento di partecipare a questa molteplicità "pesciaria" a modo mio. Dopo aver assaggiato molti modi di proporre le sagne con i ceci e il pesce, ecco a voi la mia personale versione! :)

Allacciate il grembiule e preparate i cucchiai per gustare questa specialità!
Le sagne con i ceci e le mazzancolle sono servite!





Prima cosa, comprate pesce fresco. Fondamentale per un buon piatto. Pulite quindi le mazzancolle dai loro carapaci e con questi preparate una bisque (prendete una pentola dai bordi alti, rosolate le teste delle mazzancolle, sfumate con il marsala e una volta evaporato unite l'acqua, fate quindi bollire per un po'). A parte preparate un sughetto con cipolla, peperoncino, paprika, un'alicetta sott'olio e pomodoro a pezzetti ( io uso quello di mamma..che è un'altra storia). unite quindi i ceci e anche qui si aprono diverse scuole di pensiero. C'è chi compra quelli bio, chi quelli meno costosi, chi non gliene frega nulla e chi come me usa quelli della valfrutta - perchè diciamocelo, il tempo per i ceci davvero non saprei dove trovarlo. :D - non me ne vogliate però! :) Una volta pronto, frullate parte del sughetto  con i ceci con un minipimer e riunite la crema ottenuta al sughetto. Mettete quindi  a bollire l'acqua e buttate le sagnette (se riuscite fatele voi , sennò pace, comprate pure queste....) a metà cottura scolate e versate nel sughetto cremoso continuando a bagnare con la bisque di gamberi oppurtanemente passata al colino. Procedete così fino a cottura ultimata.....

come ha detto una signora calabrese di fiumefreddo.... " Signora, non sa cosa mangia........"

buona notte
alla prossima, Vale




venerdì 17 ottobre 2014

Sembra autunno ma non è!

C'è una moda diffusa nel genere umano che impone inevitabilmente di indossare capi invernali non appena finisce agosto. Sembra incredibile, ma il primo settembre -mi capita tutti gli anni eh!-girovagando per la città si notano persone vestite con le calze e le scarpe come le chiama mia madre "chiuse", mentre tu ancora stai capendo se il colore della stagione estiva è l'arancio melone o il rosa salmone. Ti senti inevitabilmente fuori posto e il primo pensiero che ti assale quando ancora vorresti indossare il costume e buttarti, lucertola style, sulla spiaggia, è ommiodiolestateèfinita.
ma quest'anno no. Quest'anno è ottobre, precisamente la metà di ottobre è il sabor d'autunno ancora dobbiamo capire cos'è, dato che si sfiorano i 28 gradi e dato che il mare è più piatto di quando a luglio tutti mostravamo le nostre nudità sotto il solleone. Ce lo ripetiamo continuamente che è ancora estate, anche se i dictat della moda ci impongono le novità autunnali, il color sangria e gli stivaletti con le aperture sul davanti (li avranno fatti per questo motivo?). E la cucina? la stagionalità si è andata a far benedire un po', ammettiamolo. L'altro giorno un ristoratore mi diceva che i fiori di zucca si trovano tutto l'anno! ero piuttosto incredula, ma cosa puoi aspettarti se a ottobre sembra ancora fine giugno?

Dunque come mediare sulle nostre tavole? ho pensato ad una zuppa. Uno di quei piatti politically correct. Ci metti quello che vuoi, sono salutari, le puoi servire fredde e udite udite, sono economiche- non si sa mai, in tempi di crisi. per cui, signori e signori, la zuppa pseudoautunnale è servita!



per tre persone o due particolarmente affamate

IN una pentola da zuppa con i bordi alti, soffriggere insieme una cipolla, una carota grande due zucchine a cubetti, piselli. Lasciar stufare con coperchio chiuso, aggiungere quindi dopo circa dieci minuti il mix di cereali( farro grano riso), aggiungere acqua fino a coprire il tutto e un dado vegetale (quando sei in crisi di tempo lo puoi fare.....) oppure brodo vegetale. Lasciar cuocere con coperchio semichiuso mescolando spesso. Colmare d'acqua se risultasse troppo secco. Completare con grana grattugiato e prezzemolo tritato.
buon appetito!

alla prossima, Vale

mercoledì 15 gennaio 2014

Carbonara Cover, uno sprint musicale e nuovo all'antica carbonara.

Durante le lezioni di inglese che frequento in conservatorio, mi ritrovo spesso a parlare di cucina con la professoressa. Lei mi chiede di parlare delle mie ricette in inglese e io mi abituo a raccontarle nella lingua più usata nel mondo in modo divertente e assai inusuale. E' nata così una sorta di "abitudine" e ogni settimana mi trovo a proporre in classe, i miei sempre più RADI (ohimè) interventi culinari.
Fantastichiamo spesso sulle possibili unioni tra musica in cucina e viceversa, tanto da arrivare a pensare a veri e proprio eventi in cui le due (p)arti si intrecciano in un tutt'uno gustosamente armonico.
Talvolta mi suggerisce di creare una serie di piatti a tema e non è detto che un giorno, quando sarò più libera, non potrei cominciare a farlo.
In ogni caso, oggi il palcoscenico lo calca la mia carbonara (re)inventata. Meglio conosciuta come Carbonara Cover. Nel mondo musicale le cover, sono quei gruppi (o singoli) che scelgono di affrontare il repertorio di un determinato cantante o gruppo musicale, imitandone - il più delle volte - anche la vocalità. E così la mia carbonara nasce, con l'intento di imitare il famoso piatto della cucina italiana, ma con un'idea assolutamente più light.

Signori e signore, la Carbonara Cover è servita! Vediamo come si fa!




Ho sostituito le uova battute della carbonara classica con 1 peperone giallo,che ho lavato, asciugato, privato dei semi e filamenti interni e ridotto - quindi - sottilmente. In una padella (sto usando quelle con il fondo in pietra e mi trovo molto bene), ho versato un filo d'olio e quindi, mezza cipolla tagliata finissima. Ho fatto soffriggere e ho versato i peperoni. A parte ho rosolato la pancetta. Utilizzando un minipimer, ho frullato i peperoni con pepe, parmigiano e olio qb pizzico di sale. Una volta lessata la pasta, ho terminato la cottura nel wok, dove avevo rosolato la pancetta e fuoco spento ho unito la crema di peperoni. Quindi ho impiattato e spolverato con una presa di pepe. ottima!

A destra carbonara cover, a sinistra carbonara originale




Buon appettito!

Alla prossima, Valeria

lunedì 6 gennaio 2014

Sarà un finocchio a salvarci dai bagordi natalizi?

Passata la festa, gabbato il santo e...pure il nostro stomaco!
Non so come siano state le vostre feste, ma le mie sono state assolutamente e totalmente MANGERECCE!
Il tutto è cominciato con un'innocente festa della Vigilia a casa di mamma ed è proseguita il giorno dopo con un pranzo killer il cui protagonista d'eccellenza è stato il brodo di cardo con l'immancabile stracciatell' e le non poco note Pallott' di carne che esordendo a tavola ha riscosso gli applausi e i bis di tutti i convitati. Oscar al miglior attore non protagonista al timballo, che quattoquatto si è impossessato biecamente di tutti i nostri stomaci. Il cast non poteva che completarsi che con portate di carne, tutte - ovviamente- corredate da ogni tipo di contorni: sottoli, piselli, funghi e forse - credo di aver visto passare anche delle patate, ma non ne sono certa. Quando ormai ci guardavamo occhi negli occhi, accompagnando con sorrisi ormai stentati l'ultimo boccone di tacchino arrotolato con le castagne, ecco apparire una processione di dolci a festa capitanati dalle mandorle al cioccolato e caciunitt' ripieni di marmellata e anche di pasta di ceci. Insomma un vero Natale che non poteva che proseguire con tombolata - giocata a carte e annessa mangiata compulsiva di ogni tipo di frutta secca presente sulla terra. 
ORA - per chi conosce la terra d'Abruzzo - sa che la maratona gastronomica non può arrestarsi al 25 di Dicembre ma deve proseguire inesorabilmente (e OBBLIGATORIAMENTE) fino al 6 di Gennaio, quando ormai più che camminare e salutarci per gli abbracci di auguri, ci rotoliamo fino a tavola per salutare le feste che ormai sono passate. 
Tuttavia, mentre continuo a chiedermi se le mie ore di ginnastica siano servite ad arginare tutti questi deliziosi e indimenticabili momenti conviviali, non pongo troppo tempo in mezzo e comincio la mia opera di "sgonfiamento" proponendo una gustosa ed alternativa insalata di finocchi proprio oggi 6 gennaio, per rompere la lunga catena cibaria che ci ha tenuti inchiodati forchetta - gomito e famiglia al tavolo della festa.

La mia Insalata trendy di Finocchi e arance è servita!



Vediamo come si fa:

Affettate due finocchi grandi, dopo averli privati dei gusci più esterni che risultano più duri. Raccogliete quindi tutto in una ciotola e irrorate col succo di mezzo limone. Pelate a vivo un'arancia e dopo averla privata delle pellicine, tagliate gli spicchi a cubetti e uniteli sempre ai finocchi. Aggiungete quindi qualche alice sott'olio e condite con olio di oliva di ottima qualità, un pizzico di sale e con qualche ciufetto del finocchio (parte verde). Disponete su un piatto da portata e completate con una manciata di mandorle tritate e decorate con buccia d'arancia e con qualche goccia di crema di aceto balsamico. Potete completare con feta sbriciolata oppure con salmone affumicato oppure servirla così come antipasto leggero e accompagnarla con un vino bianco leggero.



Buon appetito!!

alla prossima, Valeria

martedì 24 dicembre 2013

La magia del Natale è sempre sotto una cupola. Scegliete voi se di vetro o cioccolato!

Ogni Natale, il pranzo non poteva che terminare con una fetta di Parrozzo. La leggevi nei suoi occhi, la voglia di tagliare la prima porzione da quella semisfera ricoperta di cioccolato e sentire quanto era spessa la colata di fondente che la nonna aveva fatto sciogliere sopra. Mio nonno, non poteva farne a meno del parrozzo e amava mangiarlo bevendo una flute di spumante l'ultimo dell'anno, anche quando aveva compiuto la novantatreesima primavera.
La segui nel brillìo dei suoi occhi, la stessa voglia di addentare una fetta di Parrozzo, per concludere la consueta cena della Vigilia di Natale e sai che di lì a poco, il commento sullo spessore del cioccolato arriva quasi come un rito ancestrale tramandato di padre in figlio, anche ora che di dolci di Natale sul mercato ne trovi tanti e di grandissima qualità. Mio padre, non può farne a meno del parrozzo e ama anche lui mangiarlo con una flute di spumante a Natale con la sua famiglia, ma se gli capita anche l'ultimo dell'anno ;).
E la stessa gioia nel condividere questo dolce tutto pescarese, ideato da Luigi D'Amico e consacrato dal più famoso G. d'Annunzio, accomuna anche me e mia sorella, che andiamo raccogliendo tutti i pezzetti di cioccolato che si sbriciolano sul piatto da portata al taglio del dolce friabile, grazie alla farina di mandorle.
Parrozzo o parrozzini, avrete capito, questo dolce per me rappresenta il Natale e l'aggregazione che questa festa immancabilmente porta con sè tra scambi di doni, pensieri, abbracci e sorrisi in una gioia magica ed eterna.

Da quando mia madre ha scovato la ricetta (originale?) del parrozzo, ogni anno avvia una reale produzione di questo dolce tipico abruzzese, riempiendo la sua cucina giallo ocra, di tante cupole e cupolette destinate ai giorni di festa. Per cui, pronti con il grembiule? La ricetta del parrozzo è servita!




Vediamo quindi come si fa:


INGREDIENTI:
6 uova FRESCHE, 250 G di zucchero, 150 g. di semola, 150 g. di mandorle, limone, burro, olio di oliva, cioccolato fondente di altissima qualità.

In una terrina, sbattete i tuorli con lo zucchero, quindi il succo di un limone (di cui precedentemente avrete grattato la scorza - senza il bianco), e la scorza. Poi la semola e le mandorle tritate finemente senza spellarle. Unite quindi i bianchi d'uovo montati a neve, badando di non farli smontare mentre li incorporate - compiendo cioè un movimento dal basso verso l'alto.
Versate quindi tutti gli ingredienti in uno stampo imburrato e infarinato e infornate a 170° per tre quarti d'ora circa.

Fate raffreddare bene. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente con un filo d'olio (che aiuterà nella stesura del cioccolato) e ricoprite completamente il parrozzo (anche alla base se amate molto il cioccolato :P). Potete anche sbriciolare qualche scaglietta sopra, anche se nella ricetta di d'Amico, non ci sono, ma vi giuro, non vi faranno male! :)






Ora non rimane che far compattare il cioccolato e poi tagliare e gustare rigorosamente in compagnia della famiglia o degli amici! Buon Natale a tutti! vi abbraccio!
Valeria







sabato 5 ottobre 2013

Gusci di frolla con cuore morbido

Che cos'è l'amicizia?
L'amicizia è un sentimento limpido, di fiducia estrema, di scambievolezza e di dedizione. Amico, come dice Reisman, è colui che sente di poter far del bene ad un altro che ritiene possa ricambiare in qualche modo i suoi sentimenti. L'amico non è mai scortese, non ti invidia, gioisce con te dei tuoi successi, si rattrista se stai male. L'amicizia è in fondo una forma d'amore e Amare è voler rendere felici un altro. 
Spesso confondiamo l'amicizia con l'innamoramento. Innamorarsi è vivere una passione e una sofferenza insieme in un tutto continuo che ti sconvolge. E' aria che ti manca, è terra che frana da sotto i piedi. Nell'amicizia non cercheresti mai passioni dirompenti che ti lacerano interiormente. L'amicizia può essere lunga o cortissima, può essere pensata in divenire, può essere esponenzialmente sempre più grande e inoltre non potrebbe esistere, se non ricambiata dall'altro. Se sei innamorato, ami e non conosci mezze misure. L'innamoramento conosce il tutto o il niente, conosce unicamente la misura dell'amore. L'innamoramento è stupido, virulento, eroico e miserabile insieme; l'innamoramento, anche se non corrisposto, potrebbe durare in eterno.


Mi è capitato quest'estate di ritrovare due vecchie amiche di scuola. E' stata un'esperienza davvero  particolare. Le ho ritrovate dopo 16 anni e ricordo ancora adesso la strana sensazione che provavo mentre mi dirigevo verso il luogo dell'appuntamento. Le avrei viste diverse, cresciute, con i profili del volto ormai cambiati e ingentiliti dagli anni.
"Ritrovare" è la parola giusta che descrive perfettamente il nostro incontro. Le ho ritrovate con le stesse caratteristiche di una volta, allegre, chiacchierone (ma con molte storie in più da raccontare), amanti della vita e incredibilmente ancora in sintonia con me sulla visione della vita in generale. Il ricordo degli anni passati ci ha riunite sullo stesso filo e quella sera le ore sono durate molto meno del solito.
Amico è quindi anche chi ti riaccoglie dopo tanto tempo passato?

La cena del trio è nata così, per suggellare un patto di un'amicizia ritrovata e rinata. Per raccontarsi,assistersi e soprattutto ascoltarsi. Potevo non pensare ad una torta per questo evento?
Cosa c'è infatti di meglio, se non del buon cibo, per corredare il senso di un'amicizia.?



ecco a voi, dopo questo lungo preambolo, la torta per la cena del trio, che altro non è un sapiente guscio di frolla che nasconde la crema pasticcera.  Una metafora ideale per descrivere i rapporti umani e anche l'amicizia. Siamo gusci (corpi) con un'anima (la crema) e solo insieme possiamo essere gustati. Vivere la vita solo con una delle due parti, renderà il tutto davvero molto poco gradevole.


Per cui, ecco come si prepara la torta per la cena del trio!

torta 18 cm diametro

per la frolla 
200g farina
2 tuorli
100 g di burro
100 g. di zucchero semolato

Per la frolla, ho usato il robot multifunzione. Ho montato i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto quindi il burro, la farina . Ho amalgamato e compattato il composto con le mani e ho lasciato freddare in frigo per mezz'ora.

per la crema
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
1/2 litro di latte
scorza di limone

Ho montato i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto quindi la farina. Nel frattempo, ho portato a ebollizione il latte aromatizzato con la scorza di limone, ho quindi spento quando ha raggiunto il punto massimo di bollitura. Ho versato il composto di uova nel latte e ho mescolato con una frusta per qualche minuto. La crema così pronta in pochi minuti va versata in un contenitore dai bordi bassi, coperta con pellicola a contatto e posta in frigorifero o freezer a raffreddare.

Ho imburrato e infarinato quindi una tortiera, ho diviso la pasta frolla in due parti e  ho steso bene, foderato lo stampo, riempito con la crema e coperto il tutto con l'altro disco di pasta. Ho spennellato la superficie con l'acqua e ricoperto con mandorle tritate.
Ho infornato a 180° fino a doratura (almeno 45 50 minuti), da controllare comunque a seconda del forno.

Ho lasciato raffreddare completamente, ho spolverato con zucchero a velo e portato alle mie amiche! :)

Buon appetito e buon amicizia a tutti!
Valeria

giovedì 26 settembre 2013

Ciambellone ed autunno, amici inseparabili!

I primi freschi e le serate avvolti sul divano da un plaid leggero. Le castagne e i mandarini. Le foglie che scricchiolano sotto i piedi mentre cammini sotto i viali alberati e giochi, come quando eri piccola, a saltare da una foglia all'altra. Le zuppe calde, gli infusi, il forno finalmente acceso dopo la lunga pausa estiva e la gioia di un dolce appena sfornato. Potrei descrivere così l'autunno, la stagione che ci traghetta dai colori palpitanti dell'estate a quelli teneri e pacati dell'inverno.
Amo, durante questo periodo, preparare i dolci per la prima colazione. Sicuramente perchè amo la prima colazione ma senz'altro anche perchè amo svegliarmi sapendo che troverò qualcosa sotto la cupola di vetro, che mi aspetta silenziosa in cucina. E così, non ho potuto resistere nel preparare questo morbido e accogliente ciambellone allo yogurt ed anche cospargerlo con le codette di zucchero e anche...si anche....fotografarlo e raccontarvi la ricetta!
Vediamo come si fa:


Ingredienti per uno stampo a ciambella da 24 cm
400 g. di farina (scegliete quella che vi piace, potete mixare tipi diversi)
2 tuorli, un intero
200 g. di zucchero
una bustina di lievito per dolci
mezzo bicchiere d'olio di oliva (o semi) prendendo come misurino un bicchiere di plastica
un bicchiere d'acqua (sempre misurando con un bicchiere di plastica)
uno yogurt da 125 g.


Per prima cosa imburrate e infarinate uno stampo a ciambella (potete anche utilizzare l'olioal posto del burro) in alluminio. Montate le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungete quindi l'olio a filo, lo yogurt e la farina in due riprese, aggiungendo alla seconda parte di farina la bustina di lievito e inglobando il tutto con l'acqua. Trasferite nello stampo e infornate a 180° forno ventilato per 30  minuti.
Provate con uno stecchino se è cotto. Se lo stecchino esce pulito dalla torta, allora il dolce è pronto. Sfornate e sformate dallo stampo. Fate raffreddare su una gratella e servite quando è ormai freddo. Ideale per la colazione o per una merenda, perchè non provare anche ad assaggiarlo con una crema chantilly?
a voi la scelta!

 ps: potete cospargerlo di codette di zucchero o di zucchero a velo o anche di cioccolato fuso... e sorseggiarlo con un infuso ai frutti rossi. A casa vi ringrazieranno e non avrete più scampo!!!!!;)

Buon appetito, alla prossima!


martedì 24 settembre 2013

una pasta special per un ritorno in grande stile!

Unire le zucchine allo zafferano potrebbe risultare una piacevole avventura, che sono certa non vi lascerà delusi. Nel raccontarvi di questo ritorno culinario, dopo un po' di assenza, non mi soffermerò sulla scelta degli ingredienti, che sono come al solito legati all'orto e alla magnifica terra d'Abruzzo, ma sul fatto che non riesco a cucinare! Pensate a quanto possa essere debilitante per una Blogger, non cucinare. Non assaporare, non creare, non cercare piatti nuovi e soprattutto, non scriverli qui e condividerli con voi! Credetemi e fidatevi non c'è cosa peggiore di questa! perciò QUESTA sarà una ricetta liberatoria, per divincolarmi dai lacci e nodi che mi tengono fuori dalla cucina di casa ...
Ho scelto la domenica per prepararla, che con le sue gambe lente e sornione, mi fa aprire gli occhi quando il sole è già alto nel cielo. Una domenica imperlata di sole di fine estate, una domenica cuspide tra le stagioni che adoro di più in assoluto: l'estate e l'autunno. Un giorno speciale, passato con gli affetti, nel nido di una casa che colora i muri d'arancione. Una domenica. Ho preso dallo scaffale una pasta formato special, due zucchine e una bustina di zafferano. La cucina era mia e le pentole pure!
La pasta special zucchine e zafferano é presto servita!

pasta special zucchine zafferano


3 zucchine piccole, mezza cipolla dorata, prezzemolo, olio, sale viola, pepe (mix), 1 bustina di zafferano, pasta special (ho comprato questo tipo di pasta fresca ed essiccata a Sorrento, voi scegliete quella che volete) 200 g. una manciata di rucola

In un wok, soffriggete la cipolla ridotta in pezzi con l'olio, unite quindi le zucchine tagliate a cubetti dopo essere state debitamente mondate. Proseguite la cottura, aiutandovi con acqua calda e mescolando continuamente. L'acqua calda dovrà essere aggiunta un po' alla volta e in maniera non continuativa, solo in caso che il fondo di cottura asciughi molto. Considerate che le zucchine sono ricche di acqua per cui non esagerate, anche il loro "succo" aiuterà nella cottura. Regolate di sale - sto usando il sale viola, un tipo di sale aromatizzato al vino rosso, di origini toscane, molto delicato ed equilibrato, perfetto con la carne- e di pepe e proseguite fin quando le zucchine saranno morbide ma non disfatte. a metà cottura aggiungete lo zafferano, diluendolo in un po' d'acqua. Regalerà uno splendido colore ambrato e una consistenza lievemente piccante al tutto. A parte lessate la pasta, scolatela un minuto prima e mantecate in padella, corredando il tutto con rucola sminuzzata con le mani e parmigiano grattugiato.
et voilà, il gioco è fatto!
Buon appetito!

lunedì 19 agosto 2013

Le zucchine tagliate a nastro are very cool

Non so se a voi capita mai, ma io ogni volta che mi siedo a mangiare una pizza  sono afflitta da una strana problematica ancestrale: "quale pizza scelgo?" E così scorro con gli occhi il menù tipo una quindicina di volte e alla fine scelgo quasi sempre la margherita o al massimo l'ortolana, rischiando di diventare di uno scontato quasi micidiale, ma portando a casa oltre alla pancia piena anche la consapevolezza  che non sarò delusa. Invece quando mi butto a capofitto nella scelta di un gusto nuovo, mi assale un senso di colpa indescrivibile perchè dentro di me SO di aver tradito le mie scelte tradizionali e sicure. Poi ci sono le volte che invece, cambiare il solito trantran pizzario può portarti alla novità e alla scoperta di identità culinarie nuove ed inaspettate. Talmente buone ed interessanti da trasferire il condimento della pizza in un'insalata di farro e riso, rendendola parte attiva ed integrante tra i "must" dei miei piatti estivi. Nel gusto originario c'erano le zucchine cotte al vapore, ma ho optato per tagliarle a nastri e ripassarle in padella semplicemente con un filo d'olio. Per farlo, munitevi di un pelapatate e usatelo come una mandolina, dopodichè il gioco sarà presto fatto!

insalata di farro e riso
Per due 
150g. di cereali (tra farro e riso)
due zucchine grandi
circa 100 g di mozzarella affumicata
olive nere q.b.
pomodorini pachino q.b.

Lessate farro e riso insieme per 15 minuti. Scolate e sgranate con una forchetta. Unite ai cereali le zucchine precedentemente lavate e tagliate a nastri servendosi di un pelapatate e cotte in padella con un filo d'olio, le olive nere, i pomodorini pachino tagliati in quattro e infine la mozzarella appassita tagliata a cubetti.
Condire con un filo d'olio e per un mix di gusto in più menta e basilico spezzettati con le mani contribuiranno ad esaltare il gusto.
Non rimane che mangiare voracemente!
Buon appetito
alla prossima

domenica 28 luglio 2013

Salta che ti passa!

Saltare, voce del verbo divertimento. Oggi saltano tutti: per dimagrire, per fare movimento, per "scaricare lo stress". Zumbano al mare, in palestra e in città. I bambini saltano sui tappetini molleggiati e lo fanno d'estate, quando le temperature sfiorano i 40 gradi. C'è chi salta un appuntamento, chi  un accordo e persino chi fa saltare in aria una nazione. E c'è chi come me, salta il riso. E sceglie di farlo spesso, soprattutto d'estate, con le verdure il pollo e anche la salsa di soia e a volte--- con qualche tocchetto di ananas, così giusto per non farci mancare nulla. E se poi scopri che chi assaggia è felice perchè ha mangiato un piatto leggero, gustoso e nutriente...allora capisci, perchè tutti amano così tanto saltare.
Così nasce il mio riso saltato. Questa volta ho scelto il riso basmati, ma ovviamente si può optare per anche per gli altri tipi di riso e perchè no, virare su qualche cereale "alternativo". Sarà comunque gustoso e adatto (che ve lo dico a fa?!) alla domenica al mare ma anche al pranzo in ufficio a luglio.

Si prepara così:

riso saltato


In un wok, versa un filo d'olio e fai soffocare lentamente 1 cipolla, 1 peperone, 1 carota, 1 zucchina, sala ovviamente e se vedi che l'olio si ritira troppo aggiungine un po'. Quando le verdure sono pronte e quasi completamente appassite, ma non spappolate, incorpora il petto di pollo fatto a dadini, fallo saltare con le verdure e irrora alla fine con la salsa di soia. Sii generoso, ma centellina prima il sale! (la salsa di soia è molto saporita). A parte cuoci il riso basmati e fai così: per ogni tazza di riso che metti nella pentola (dal fondo spesso), versa una tazza di acqua più una (2 tazze di riso 3 tazze di acqua). Accendi il fuoco lentissimo e fai assorbire gradualmente l'acqua di cottura dal riso mescolando per non far attaccare al fondo. dopo circa 10 13 minuti e pronto. Sgrana con una forchetta e unisci al condimento preparato, unendo se ti piace anche l'ananas a tocchetti. Se il riso riposa qualche ora diventa più gustoso.

Buon appetito

Alla prossima

sabato 27 luglio 2013

Peperoni da spiaggia

Cosa c'è di meglio di un weekend di sole e mare, conditi dalla compagnia di parenti ed amici, con un pizzico di sfizi culinari? Se il caldo è quello che stiamo vivendo in questi giorni e soprattutto se sul calendario leggiamo 27 luglio, penso non ci sia niente di più adatto! Trovare sotto palma o ombrellone piatti gustosi, sfiziosi e non troppo impegnativi è un desiderio comune a molte persone. Se poi si tratta di peperoni ripieni, le papille gustative si predispongono ancor meglio!
I peperoni sono un "must" della cucina di Marisa, mia suocera, che mi ha guidato con consigli e indicazioni nella preparazione della ricetta. La bellezza di questo piatto, oltre ad essere gustosissimo, è la possibilità di degustarlo freddo o caldo, risultando così adattabilissimo ai pranzi da spiaggia. Non rimane che trovare fal fruttivendolo peperoni "cornetti", cioè quelli che ricordano vagamente una cornucopia. Hanno la pelle molto più sottile e questo li rende "giusti" per questo tipo di preparazione.
Siete curiosi? Vediamo come si preparano!

peperoni da spiaggia

4 peperoni
4 scatolette di tonno da 80g.
pan grattato q.b
1 uovo intero
olive verdi snocciolate
capperi
olio,pizzico di sale
una manciata di formaggio grattugiato

Lavare i peperoni, asciugarli e privarli del "torsolo", batterli leggermente per far fuoriuscire i semi. Preparare la farcia in una ciotola: sgocciolare il tonno, schiacciarlo e unire il pan grattato amalgamando tutto con le mani fino a raggiungere una consistenza "pastosa". Unire il formaggio grattugiato le olive tagliate a rondelle i capperi tritati leggermente, un uovo e un pizzico di sale.


Amalgamare bene e farcire i peperoni, facendo in modo che il composto arrivi sino alla punta (aiutatevi con le dita o con un cucchiaino piccolo). Ricoprite con il torsolo e porre in una padella con un filo d'olio. Fate cuocere prima senza coperchio per far rosolare un po' girando i peperoni su tutti i lati, poi coprite e proseguite la cottura per un'ora circa. Fate quindi raffreddare e poi servite!
Buon appetito

Alla prossima



giovedì 11 luglio 2013

La risoluzione in un temporale


Mentre stavo suonando, mani sulla tastiera, testa all'esame del giorno dopo, ho buttato gli occhi fuori dalla finestra e...c'era un temporale in arrivo! Casa mia, che definisco "la casa dei venti" ha cominciato ad agitarsi, in una danza folle di finestre e porte che sbattevano, dimenandosi per il vento che impazzava. Le persone tornavano dalla spiaggia, dirigendosi alle automobili parcheggiate con i teli da mare in mano e qualcuno anche solo col costume indosso. Ovviamente, visto il tempo e, soprattutto visto il fresco, ho pensato di accendere il forno e dar spazio a quell'idea che tutto il giorno frullava nella testa, mentre gli occhi scorrevano sullo spartito del quartetto di Haydn e così, mi dirigo in cucina, tiro fuori dal freezer la pasta sfoglia, apro il frigo e trovo le zucchine e anche un po' di gorgonzola (che usato in piccole dosi, avrebbe sicuramente dato quel saporino in più niente male ). Nella mia testa, la "SFOGLIATA alle Zucchine e gorgonzola era stata creata e la cena era magicamente pronta!

sfogliata alle zucchine e gorgonzola


Non vi occorrerà molto tempo per prepararla. Basta avere a portata di mano nel freezer un rotolo di pasta sfoglia. Generalmente non uso quella che si trova arrotolata nel banco frigo: sa di stantìo e non ricresce mai come dovrebbe, perciò, se passate per il conad, cercate nel banco freezer e troverete sicuramente quello di cui sto parlando. Ricordate che una buona pasta sfoglia è data dalla presenza di burro e se non c'è quest'ultimo ingrediente è proprio una SOLA.


In una padella fate rosolare 2 zucchine che avrete ridotto in una julienne non molto sottile, condendole solo con un pizzico di sale, olio ovviamente, prezzemolo tritato, una manciata di mandorle a lamelle tritate e per concludere una scatoletta di panna light per cucinare. Srotolate quindi la sfoglia sulla teglia su cui avrete preventivamente adagiato carta da forno e componete la rustica così: 3 fette di prosciutto cotto spezzetate, il composto di zucchine i pezzetti di gorgonzola (fate vobis per le quantità, io direi non più di 70 g.) in ultimo foglioline di basilico nano (che coltivo amorosamente sul mio balcone vista mare). Ripiegate i lembi della sfoglia verso il centro e spennellate con il rosso di un uovo. Infornate a 180° per circa 35 minuti, controllando però che sia diventata ben dorata. Servite ai commensali senza farli ustionare please.




Buon appetito

Alla prossima

mercoledì 10 luglio 2013

Merende salva - cervello

Quando in un caldo pomeriggio di luglio, ti svegli alle 6 del pomeriggio, dopo un "laido" e prolungato riposino pomeridiano, con l'angoscia negli occhi e nelle orecchie di doverti mettere ad ascoltare "Aventures" di Gyorgy Ligeti, beh... non hai molto scampo. O decidi di buttarti nello studio matto e disperato fino alle 9 di sera senza concederti un attimo di stasi mentale per auto - punirti per aver dormito o....decidi di dirigerti in cucina e dopo aver riflettuto davanti alla porta del frigo qualche secondo, decidi che SI, Ligeti può aspettare mentre la voglia di fresco, fruttato no. Assolutamente no. E così che è nata la coppa di ieri a base di pesche che ho divorato in un nano secondo e che, mi ha rallegrato non poco il pomeriggio ;) .


A voi capita di acquistare frutta per un esercito? se la risposta è affermativa, vi basterà prendere due pesche che sono maturate un pò troppo, farle a pezzi e congelarle. Vi torneranno utili!
Basterà frullarle semi congelate e avrete ottenuto una splendida ed invitante simil - granita.
Lo step due è rapido quanto godurioso: prendete una pesca (questa volta non matura però) sbucciatela dividetela a metà (magari se scegliete il tipo "spaccarella" è meglio), immergetela nello zucchero di canna e passatela alla piastra. SI caramellerà in un pochi minuti.
Ho quasi finito.
Tengo sempre nel frigo del gelato senza lattosio al cioccolato fondente, che come volti di voi sanno oltre ad essere di una bontà quasi indecente è utile per la salute! Quindi pochi sensi di colpa e, per favore, affondate quel cucchiaio nella vaschetta.
Componete il dolce così:
sul fondo le pesche caramellate, uno strato di gelato al cioccolato (che a contatto con la pesca si scioglierà irrimediabilmente), quindi la simil - granita o purea gelida di pesche, quindi una pallina di gelato al cioccolato, le mandorle a lamelle e un pezzo di pesca infilato in uno spedino.
Per degustare a pieno, lasciate un pò di gelato sul fondo in cui intingere il pezzo di pesca sullo spiedino.....



buon appetito!
alla prossima

domenica 7 luglio 2013

Benvenuta Slow-pizza!

ah! La PIZZA!Adoro prepararla e ovviamente anche mangiarla! ...mi ciberei solo di pizza!
 Ho provato diverse modalità di impasto, ma nessuno mi soddisfaceva a pieno e così... ho deciso di cominciare a fare degli esperimenti legati sia alla lievitazione che all'utilizzo del lievito madre nell'impasto stesso. Non ho quindi ancora raggiunto il giusto grado di preparazione per raccontarvi il MIO impasto, ma solo per suggerirvi qualche "condimento" haute couture nel caso che vi capiti di fare gli strafighi in una pizzata casalinga in compagnia di amici e non! In ogni caso, non mancherò nel dirvi che una lunga lievitazione assicura una maggiore digeribilità! e ovviamente renderà l'impasto molto più elastico, maneggevole, stendibile e fragrante. La slow-pizza di certo non è amica dei tempi che fuggono e dello stress che ci accompagna, ma potrebbe diventare una sapiente alleata per combatterlo, non trovate?
Quindi, mano alla farina al lievito e alla pazienza e cimentatevi anche voi! e perchè no? datemi qualche suggerimento per trovare l'impasto ideale!

non sarà difficile prendere due cipollotti freschi abbastanza grandi e, dopo aver messo un filo d'olio in padella  soffrigerli leggermente e continuare la cottura aggiungendo acqua, che aiuterà a far fuoriscere l'acqua di vegetazione e contribuirà ad ammorbidirle. Non appena la pizza sarà a mezza cottura, basterà porre le cipolle cotte, le mazzancolle e i cubetti di provolone e concludere a 5 minuti dalla fine della cottura con la mozzarella!
pizza con cipolle stufate, mazzancolle provolone dolce e mozzarella!!



Pizza speck fichi e crema di aceto balsamico

Per la pizza con speck e fichi, ricordatevi di procedere alla cottura in bianco. A metà cottura ho messo mozzarella e parmigiano grattugiato alla base e una volta cotta, ho tagliato in quattro e adagiato le fette di speck, gli spicchi di fico e ho terminato con un filo di crema al balsamico!



Ultima, ma non meno importante: la parmigiana di zucchine sulla pizza è una ricetta che mia madre mi fa ogni volta che mi prepara la pizza. Tagliate le zucchine sottilissime, utilizzando la mandolina, mettetele sulla pizza e conditele esattamente come si fa per la parmigiana, quindi: parmigiano, pomodoro in questo caso a pezzetti, filo d'olio, pizzico di sale (facendo anche due strati). Concludere con l'abituale mozzarella a 5 minuti dalla fine della cottura.
a sinistra: pamigiana di zucchine sulla pizza; a destra: vedi sopra!


Che dire? La pizza era buona e tutti hanno gradito.
E voi?fate la pizza a casa o preferite mangiarla al ristorante? di che pizza siete? fast o slow?

alla prossima!